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sabato 11 maggio 2024

Filippo De Pisis 1936-1956

Come anticipato nel post del 18 giugno 2021, nel quale il critico Masciotta presentò De Pisis nella Mostra “Arte Moderna in Italia 1915-1935”, la particolare vicenda del pittore poteva essere ivi illustrata soltanto con opere dipinte entro il 1935. Ciò in controtendenza con la gran parte degli altri artisti dei quali nella sezione illustrativa del loro percorso erano riprodotte opere precedenti e/o posteriori a quelle datate nei limiti dell'Esposizione di Palazzo Strozzi del 1967.

Quindi nel presente post, dedicato agli scritti “monografici” su De Pisis di Carlo L. Ragghianti e Licia Collobi, le illustrazioni si riferiscono a dipinti eseguiti dal 1936 fino alla morte del pittore. Sono qui esclusi i disegni e le litografie di De Pisis perché essi saranno i protagonisti di un apposito post. Riportiamo inoltre, la corrispondenza superstite tra lo storico 


dell'arte e De Pisis, tenendo presente che vi furono incontri personali tra cui l'ultimo quando C.L.R. nel 1950 andò a trovare il pittore nella residenza protetta di Villa Fiorita, da dove mio padre ritornò a Firenze col dono di un dipinto. Racconto ciò per sottolineare il grado di reciproca stima e apprezzamento dell'attività, nonché di amicizia ormai di lunga data.

Come indicato nel post del 2021, gli scritti “monografici” qui riportati dei coniugi Ragghianti sono quantitativamente pochi. C'è da considerare però gli interventi e gli accenni depisisiani presenti in saggi e articoli di carattere collettivo e generale o specifico pubblicati da C.L.R. in riviste e libri (e corrispondenze), per i quali un approccio approssimativo si può riscontrare nell'affrettata Bibliografia degli scritti (Firenze, U.I.A., 1990).




In dettaglio, qui, ricordo nel 1936 su “Leonardo” (n.3, p.71) in Indicazioni sulla pittura contemporanea, C.L.R. scrive: “il De Pisis, che merita un posto a parte per la sua raffinatezza da neo-giapponese, per la sua leggerezza di acque cromatiche; e molti altri più o meno promettenti o affermati”.

Nel 1938 su “La Critica d'Arte” (n.4-6, f. XVI-XVIII, pp.33-37) C.L.R. scrive: “Accompagnava questa mostra di dipinti una Antologia del Disegno contemporaneo in Italia, dove erano specialmente da notare disegni di Carrà, De Pisis (fig. 10), Manzù, Morandi, Tamburi”. Questa frase concludeva la recensione della Mostra a New York della Galleria La Cometa. Nello stesso fascicolo a p. XXXIII del notiziario si dice: “...De Pisis i suoi fiori di Cadore dipinti a grandine, brulicanti, di una schiettezza lirica sempre più animata e trasparente e di gusto capillare ...”. Sempre da “La Critica d'Arte” (a.V, n.3-4, f. XXV-XXVI, Notizie e letture, pp. XVII-XVIII) del 1940, Ragghianti recensisce il saggio di Giuseppe Raimondi pubblicato nel fascicolo del dic. 1939 di “Le Arti”:

Del 1946 è l'inserimento di De Pisis tra i 37 artisti (Morandi compreso) inclusi da C.A.D.M.A. di Firenze (di cui C.L.R. è “chairman”) nel Catalogo per la Mostra presso la House of Italian Handicraft di New York. L'esposizione-vendita,

patrocinata da Max Ascoli, fuoriuscito antifascista divenuto cittadino americano, ebbe un esito lusinghiero. Su questa società di promozione e protezione dell'artigianato italiano è previsto un prossimo post.