Carlo e Licia

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venerdì 3 aprile 2026

“seleArte”, II s., n.23, in “Critica d'Arte”, n.172-174, lug.-dic. 1980.

Sommario


213 Fotodinamica e fotospiritica (C.L.R.).

215 Matisse e noi (C.L.R.); Immagine e forma (C.L.R., 1975).

217 Galleria di Washington (C.L.R.).

220 LibriKunstdenkmaeler in Ungarn (C.L.R.).

222 Roman drawings of the XVII Century from the Musée du Louvre.

223 Catalogo della Pinacoteca della Fondazione Querini Stampalia a Venezia (M. Dazzi, E. Merkel); Italian drawings, Victoria&Albert Museum. Catalogue (P. Ward-Jackson).

224 Miniature dell'Italia Settentrionale nella Fondazione Giorgio Cini (G. Mariani Canova).

225 Italian Drawings in the Art Institute of Chicago (H. Joachim, S. Folds McCullagh); Peintures Italiennes du XIV au XVIII siècle (M. Natale).

227 Masterpieces, Chapters on the History of an Idea (W. Cahn), rec. C.L.R.

228 Bosch, das Tausendjärige Reich (W. Fraenger) rec. C.L.R.

229 The Villa in the Life of Renaissance Rome (D.R. Coffin) rec. C.L.R.

230 Roma in dagherrotipo (P. Becchetti, C. Pietrangeli); Vita di Luigi Vanvitelli (L. Vanvitelli jr), rec. C.L.R.

231 Prolegomena to the Study of Roman Art (O.J. Brendel); Teoria dell'arte sociologica (H. Fisher).

232 Miniatures of the Sacra Parallela. Parisinus Graecus 923 (K. Weitmann); The art of Byzantium and the Medieval West. Selected studies (E. Kitzinger); The Church of St. John in Valletta 1578-1978 (Er. John Azzopardi).

233 The Limewood Sculptors of Renaissance Germany (M. Baxandall), rec. C.L.R.

234 Scritti sull'arte e sulla letteratura (Rosa Luxemburg), rec. C.L.R.

235 Carlo Cerasa. Dipinti e disegni (U. Ruggeri).

236 Viollet-Le-Duc e la cultura architettonica dei revivals (I. Tagliaventi); Thécniques du dessin e thécnique de la sculpture (J. Rudel); Prints and related Drawings by the Carracci family (D. De Grazia Bohlin).

237 Age of Spirituality. Late antique and Early Christian Art, III-VII century (a c. K. Weitzman); Dickens and Phiz (M. Steig).

238 Saint-Remi de Reims (A. Prache).

239 Gabriel-François Doyen (1726-1806) (M. Sandoz).

240 Antologia critica di Giovanni Stradone ( a c. D. Javarone); The Montreal Museum of Fine Art Guide (AA.VV.).


Le recensioni non firmate sono di Licia Collobi Ragghianti.

mercoledì 1 aprile 2026

A “sollievo della fame” - Forghieri – Passaggio Kantiano – Editoria d'arte – Mostre a Firenze - “selepolitica” - Kunstvollen – Positivismo eroico – Porte di Cattedrali – Mimi, danze, feste – Università.

 Precedenti:

  • (4 marzo 2022) I. Cremona; L. Viano; G. Veronesi; P. Portoghesi; P. Pierotti; C. Gubitosi; F. Gurrieri; A. Gimenez Yepez.
  • (4 aprile 2022) Sui CRITOFILM di Carlo L. Ragghianti.
    (25 aprile 2022) Carlo L. Ragghianti: Tempo sul tempo, 1 - Croce e il mio lavoro - Un trentennio di lavoro - Cinema e cultura.
  • (7 maggio 2022) Verde - Vinciguerra - Fischl - Aristarco - Mazzariol - Zevi - ecc.
  • (19 maggio 2022) C.L. Ragghianti: 1. Un dimenticato?; 2. Bomba Atomica; 3 Partigiani; 4. Monumenti.
  • (21 giugno 2022) C.L. Ragghianti: 1. Polemiche; 2. Conferenze e convegni, recensioni.
  • (16 agosto 2022) Contini Bonacossi - Telmon - Wittgens - Mira - Musatti - Cavallera - Bufalini - ecc.
  • (20 agosto 2022) 1. Carlo L. Ragghianti: problemi critici - Cataloghi - Rassegne; 2. Su Giorgio De Chirico; 3. Cina 1955; 4. Vania Partilora.
  • (25 aprile 2023) Argan, Trombadori, De Libero, Einaudi, Benedetti, Nincheri, Tassi.
  • (28 luglio 2023) Laicismo – Moralismo – V. Spini – Unesco 1950 – G.B. Spinelli – Mentasti – ecc.
  • (2 novembre 2023) Eco-socialismo – La porta di Cremona – Italia-URSS – V. Stella – Lucca 1958 – Treccani – Concorsi università – Luca Pacioli – Estemporanea! - Mostra 1915-1935 – Bacchelli – Valiani – Ponte del Diavolo.
  • (16 aprile 2024) Erri pittori – John Constable – N.A. Dezède – Edith Cavell – Alfredo Righi – Mario Novi – C.L. Ragghianti “pro bono”, 1 – Politica e cultura – Arte e vita pratica – Né putiniano, né NATOamericano.
  • (26 maggio 2024) Donna, L. Russo, J. Lussu – R. Cobden – Cachet Fiat – S. Ragghianti – M. Du Camp – S. Minocchi – Colore – Socialismo – Edifici – Collobi – PdS-PD – Economia.
  • (15 giugno 2024) Polignoto – P. Bayle – Amministrazione Arti – "Arte in Italia" a Parigi – "Critica" di B. Croce – Educazione – B. Zevi – Ermetismo – Galli – Esodo Istriano-Dalmata – Editoria libraria.
  • (20 luglio 2024) B. Croce – E. Pound – Premio S. Fedele – Bomba atomica – Esorcismo – Accademie – Lavoro mentale – Critica – T. Carini – "seleArte"
  • (22 aprile 2025) Computer – Le Arti e l'Uomo – A. Marazza – La “Piccola Intesa” – Sindacato giornalisti – Commenti di Critica d'Arte – Matrimonio Ragghianti – A. Achmatova – A. Cantù – Bramantino – Sacré-Coeur di Parigi.
  • ( 7 novembre 2025) Lavinia Mazzucchetti - Minima Kantiana - Carlo L. Ragghianti e la musica - Ruggero Bonghi e Arnaldo da Brescia.
  • (1 febbraio 2026) Restituire le opere d'arte - Benedetto Croce e il cinema - Enrico Alpino - Scuola e Università - Università dello spettacolo - Partigiani Toscani - Fosse Ardeatine - Gian Emilio Malerba - Avanguardia - Ottone Rosai - Poesie



Sommario

  • A “sollievo della fame”, 1935;

  • Giovanni Forghieri;

  • Passaggio Kantiano, 1949;

  • Editoria d'arte, c.1950;

  • Mostre a Firenze, 1952;

  • selepolitica”, 1952-53;

  • Kunstvollen, 1953;

  • Positivismo eroico;

  • Sculture contemporanee sulle porte di cattedrali, 1964;

  • Mimi, danze, feste, liturgia, automi nel Medioevo, 1968;

  • Università, 1969.

TESTO PRIMA COLONNA
TESTO SECONDA COLONNA

A “sollievo della fame”, 1935


Questo articolo, pubblicato sull' “Illustrazione Vaticana” (1935), firmato Gino Parenti ma scritto da Carlo L. Ragghianti, rappresenta uno dei pochi documenti superstiti del periodo (1932-35) di indigenza dei due apuani (lucchese e viareggino) incontratisi per caso a Roma, dove condivisero alcuni anni di veri stenti: Parenti il braccio (stante il carattere avventuroso al limite dell'avventurismo nelle sue continue ricerche di opportunità individuava le fonti di reddito), Ragghianti la mente (studioso estremamente attivo, pensava sia i progetti che le realizzazioni, come il presente articolo o, mitico ricordo, la scrittura di una tesi di laurea sulle patate).

Non è da escludere che tramite l'articolo qui riprodotto dal settimanale vaticano sia avvenuto un incontro – forse il primo – tra C.L.Ragghianti e Alcide De Gasperi, il quale per “campare” come antifascista cattolico faceva il bibliotecario nello stato estero di Città del Vaticano. Gli incontri, discreti, furono pochi, sufficienti però perché i due galantuomini potessero creare una motivata stima reciproca. Tengo a ricordare che C.L.R. era divenuto indigente dall'obbligatorietà della tessera del Partito Nazionale Fascista, senza la quale non si poteva accedere a nessuna attività pubblica (né privata: esercizio professionale o anche dipendente). 

Con contraddizione simile a quel che sta facendo l'attuale governo erano esentati i fuorilegge perché evasori (es. Expertises per mercanti d'arte e collezionisti privati senza ricevute o bolli), i criminali e i ricchi (infatti ci furono diversi abbienti notoriamente antifascisti ma non attivi contro – es. B. Croce – controllati blandamente ma non angariati). Le sue attività di Redattore di “Critica d'Arte”, pagata in nero e – credo – senza rilasciare nemmeno ricevute gli consentì poi di poter vivere molto modestamente ma dignitosamente. L'editore era l'affezionato figlio primogenito di Giovanni Gentile, l'autore della voce Fascismo firmata da Mussolini per l'Enciclopedia Treccani. L'Italia non si è mai smentita!

Quanto alla fame essa fu reale, tanto che me lo testimoniò personalmente, e di sua iniziativa, il caro Delio Cantimori descrivendomi d'aver trovato mio padre un mattino in cui non era andato ad un appuntamento con lui semi inconsciente giacché erano più di 24 ore che beveva soltanto acqua, perché totalmente privo di denaro. C.L.R. sopravvisse a Roma grazie a Cantimori e altri intellettuali (fascisti, almeno formalmente) che lo invitavano spesso a cena e gli facevano piccoli prestiti a fondo perduto, nonostante qualche episodio di restituzione, in casi di rara disponibilità. Senza Gino Parenti – sul quale spero siano state riscontrate fonti e accadimenti – C.L.R. non avrebbe avuto altra opportunità che esulare, per di più clandestinamente.

sabato 21 marzo 2026

Arte in Italia - XI secolo / 1. Architettura

 “Arte in Italia” fu una collana progettata da Carlo L. Ragghianti in seguito a insistenti sollecitazioni dell'editore Gherardo Casini, il quale si voleva espandere oltre che nella realizzazione e diffusione di libri (tra cui ricordo una interessante collana di gialli che però non riuscirono a intaccare l'egemone e radicato Giallo Mondadori). Perciò Casini realizzò un' opera enciclopedica scientifica e progettò altre cosiddette “grandi opere” , da diffondere soprattutto con sistema rateale, indipendentemente dalle librerie.

Mio padre titubò non tanto perché preoccupato dalla complicata e “dispersiva” organizzazione redazionale, che sarebbe stata sulle sue spalle e responsabilità, quanto in realtà perché era perplesso circa la collaborazione coll'editore che aveva vistosi trascorsi fascisti. Egli, infatti, giovanissimo era stato Direttore generale del Ministero della cultura popolare (Minculpop), creatore e gestore della propaganda del Duce e dei fascisti.

Ragghianti conosceva di persona Casini, suo coetaneo, già nel 1935 ai tempi della fondazione di “Critica d'Arte”, edita da Sansoni, casa editrice della famiglia del filosofo Giovanni Gentile, maestro di C.L.R. alla Scuola Normale di Pisa il quale, in modo assolutamente inspiegabile – tranne la stima personale – aveva a cuore le sorti di studioso del giovane allievo notoriamente antifascista. La casa editrice fiorentina pubblicò la creatura di Ragghianti però la “Critica d'Arte” fu edita sotto la gestione personale di Federico Gentile, figlio del filosofo. Questi, anch'egli di giovane età, era amico personale di Casini e lo restò anche nel dopoguerra, quando dopo ridicole sanzioni “all'italiana” tutti i fascisti furono serenamente reintegrati ovunque con la benedizione del P.C.I. (amnistia di Togliatti) e in concomitanza si votò con la D.C. l'introduzione nella Costituzione del 1948 dei Patti Lateranensi del 1929 tra Fascismo e Chiesa Cattolica.

Inoltre, prima della guerra C.L.R. progettò un “Manuale” di Storia dell'Arte, di cui scrisse un Medioevo i cui appunti e pagine dattiloscritte in parte andarono sperduti nei disperati traslochi clandestini del 1944 a Firenze. Si trattava, a quel che risulta dal poco superstite, di note e testi abbastanza sistematici e completi. Riprendere idealmente questa sua esperienza interiore, giocò a favore dell'accettazione finale di realizzare “Arte in Italia” con Gherardo Casini.

Fu determinante per l'accettazione di così vasta portata (dieci volumi dalla “Preistoria” al “Novecento”) anche la sollecitazione da parte di alcuni suoi già allievi all'Università e per lo più assistenti, nonché di studiosi di più lontana impostazione storiografica i quali evidentemente aspiravano a farsi notare anche nella cultura artistica non strettamente accademica diffusa con opere prevalentemente edite dai Fratelli Fabbri e da Sansoni.

Però, in realtà, non pochi di quegli esimi aspiranti alla notorietà pubblicistica mancavano totalmente (o, peggio, disprezzavano) i requisiti e i termini temporali tassativi di consegna degli elaborati nonché l'adeguamento alle regole editoriali (soprattutto i limiti di pagine attribuiti all'argomento dalla pianificazione redazionale) proprie e necessarie alle “collane” delle “grandi opere”, simili a quelli delle riviste ma più coercitivi.

Il primo volume non poté nemmeno essere impostato perché molti archeologi temevano di incorrere in eventuali reazioni del Bianchi Bandinelli. Costui, accompagnatore di Hitler nel viaggio in Italia del 1938, poi direttore generale Pubblica Istruzione in quota Partito Comunista, per tanti e svariati motivi non era per niente simpatetico nei confronti di C.L. Ragghianti. Il quale da parte sua l'aveva dovuto accettare come con-redattore di “Critica d'Arte” quale vigile della proprietà fascista e dopo sopportare come Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione nel 1945, la sua insubordinazione. E così via, come ricordo quale redattore e tramite per conto di mio padre della realizzazione effettiva dell'“Arte in Italia”.

Fu deciso di iniziare comunque la pubblicazione partendo dalla caduta dell'Impero Romano con il volume II e concluso con il secolo XI (1000-1099 d.C.) edito nel 1968. Seguì il volume III (secoli XII e XIII), edito nel 1969 con maggior agio organizzativo. Quindi, benché quasi tutti i volumi fossero stati impostati, l'impresa soprattutto a causa di ritardi nella consegna in redazione – stremata dal continuo sollecitare gli inadempienti – non resse, rimanendo dimezzata dal richiamo al servizio di

leva dell'altro redattore; il sostituto – già noto studioso – mollò a sua volta e a ragione in malo modo Casini ritardatario di varie mensilità. In effetti Casini, in evidenti difficoltà economiche, dovette dichiarare il proprio fallimento dopo il tentativo di cedere “Arte in Italia” prima all'UNEDI (nella quale era presente anche il conte Cini, collezionista e promotore della Fondazione nell'Isola di S. Giorgio a Venezia), poi altri editori senza esito positivo.

I due volumi editi nei contenuti gravarono in maniera preponderante sulle spalle di C.L.R., che proprio in quel periodo era oberato da impegni (tra i quali cito soltanto la riforma della Scuola e dell'Università, la Mostra “Arte moderna in Italia 1915-1935”, l'alluvione di Firenze – 4 novembre 1966 – nella quale fu uno dei protagonisti della ricostruzione).

Ciononostante, anche grazie alla sua enorme e costante capacità lavorativa e alla citata “Storia dell'arte”, nonché agli studi con Matteo Marangoni all'Università e alla Normale di Pisa, C.L.R. riuscì a “pezzi e bocconi” a terminare i suoi interventi e a mandarli in redazione quasi sempre manoscritti.

(Nel 1965 restai a Firenze l'estate battendo a macchina sui fogli millimetrati – per non superare le 1800 battute per pagina, perché così venivano poi pagati i testi – via via quanto mio padre inviava dalle vacanze in Sardegna, oppure da dove si veniva a trovare per convegni e altri impegni in tutta Italia. Quello che non trascrissi io lo fece Ivana, una solerte e gentile dattilografa poco più che ventenne, impiegata in una copisteria di via Calimala, specializzata nelle trascrizioni per tesi di laurea. Oltre che bella e cordiale questa ragazza fu bravissima: le sue trascrizioni della calligrafia di C.L.R. furono praticamente perfette).

Non starebbe a me dirlo, ma ricordarlo sì, questi testi medievali di C.L.R. sono di una qualità e originalità scientifica indubbia, come è stato riconosciuto anche prima, durante e dopo la pubblicazione del volume Prius Ars (Edizioni Fondazione Ragghianti, Lucca 2010) che ripropone con accurata edizione critica comprendente gli interventi successivi di C.L.R., le sue varianti, le sue integrazioni. Questo imponente volume contiene gli scritti di mio padre dal secolo V al secolo X, già pubblicati nel '68 nel volume II di “Arte in Italia”.

Variante cospicua di Prius Ars rispetto all'edizione precedente è l'impostazione iconografica, che tradisce totalmente le intenzioni dell'autore e le indicazioni fornite dal sottoscritto a nome della famiglia. (Si vedano in proposito in questo blog i post del 15 agosto 2020: Medioevo europeo. Poetica e retorica della scultura astratta - Con postilla circa “Prius Ars di Ragghianti; e quello del 7 settembre 2020: Prius Ars e Appendice). Insomma: splendida edizione stile libri d'arte per diletto con contenuti appropriati e rigorosi, con quasi casuali illustrazioni accattivanti e pertinenti ma mancanti di troppe opere indispensabili legame con la scientificità del testo.

Perché i curatori e persino il grafico di allora (per di più nostro rappresentante nel Comitato Scientifico della Fondazione) abbiano voluto disattendere il rigore di C.L.R. mi risulta tuttora mistero, non gaudioso ma certo inesplicabile.

Il fatto più sconcertante è che il secolo XI non sia stato compreso nell'edizione del 2010; così come non è chiaro perché anche i secoli XII e XIII nell'altro volume di Casini (1969) con gli scritti di C.L.R. non siano stati riproposti. Queste incongrue omissioni sono il mistero non chiarito nemmeno nelle pagine introduttive di Prius Ars.

Non essendolo, o essendolo molto meno, stati rimaneggiati da ulteriori interventi successivi di C.L.R. i saggi nelle edizioni 1968 e 1969 si devono considerare conformi agli intenti dell'autore. Di conseguenza risultano riproponibili nel web tali e quali, cosa che ho deciso di effettuare con il presente post e quelli che seguiranno.

Questa serie di scritti omogenei pertinenti Architettura,Scultura, pittura dei secoli XI, XII,XIII, riflettono uno dei settori di studio più indagati e approfonditi da C.L.R., il quale fin dalla fine degli anni Trenta si era dedicato alla ricerca di nuovi originali aspetti degli artisti “medievali”, poco noti e studiati ma cruciali nella storia dell'arte europea e mediterranea che allora – in mancanza coeva di relazioni e fonti da altre civiltà – si poteva considerare in Occidente una nuova unitaria esperienza della cultura visiva.

F.R. (16 gennaio 2026)





domenica 15 marzo 2026

C.L.R. "Impressionismo", 1/I.

Sono passati due anni da quando il 28 marzo 2024 postai sul blog la presentazione del VI Quaderno della Fondazione Ragghianti di Lucca, nel quale lo studioso Manuel Barrese analizzava gli interventi di C.L. Ragghianti su “cultura artistico-architettonica dal Neoclassicismo alla stagione del Liberty”.

Tenni a sottolineare che l'autore “in oltre duecento pagine ricostruisce con acribia archivistica e acume critico l'operato e gli orientamenti di C.L.R.” e, in particolare, che “come è abitudine in questo blog, io preferisco dare la

parola ai documenti e ai testi scritti, giacché sono più fedeli ed attendibili interpreti” dell'operato dell'autore del libro; e sono “comunque generalmente più efficaci di una perifrasi recensoria”. E qui aggiungo: anche perché non sono uno studioso accademico e quindi non ho necessità di titoli per concorsi, ecc. D'altra parte una mia specifica opinione in merito può non essere interessante per altri.

Sempre nell'ambito del post del 2024 dichiarai nella presentazione redazionale quanto segue:

Da queste citazioni deriva il fatto che nel presente post (suddiviso in due puntate successive, più le singole postazioni riguardanti tutti gli artisti illustrati nell'edizione del 1947 di Impressionismo) venga riproposta la lettura dal libro di Manuel Barrese del capitolo “L'Impressionismo” di Ragghianti. Un'occasione mancata.

Tengo a precisare che, almeno a parer mio, l'occasione mancata si riferisce sostanzialmente alle lacune del libro, derivanti da altri fattori straordinari che determinarono l'impossibilità di C.L.R. di poter intervenire di persona nella revisione redazionale e nell' esecuzione materiale del libro. Dapprima dalla detenzione per antifascismo, poi combattendo in prima linea nella clandestinità e nella lotta armata, non si poteva certo seguire coerentemente il proprio intendimento sul libro e tanto meno l'esecuzione di altri, dal caro amico Aldo Bertini – per noi figli Ragghianti zio Aldo – ai redattori e ai tecnici dell'editore, nel 1944 colpito oltretutto dagli eventi bellici. Poi, in seguito (1945-46), C.L.R. fu oberato di attività e di impegni politici e sociali, nonché assillato da ristrettezze economiche non dissimili di quelle patite nei primi anni Trenta a Roma. Quindi non poté accedere a Torino con l'assiduità

necessaria. Ne conseguì che il libro fu pubblicato frettolosamente dall'editore per sue esigenze cogenti, come si può constatare palesemente nella scelta delle illustrazioni, criticamente non omogenea, anche se dati gli artisti sempre di gran impatto visivo.

Questa prima postazione dell'Impressionismo di C.L.R. contiene – riprese dalla seconda edizione del 1947 (così come tutti gli altri contenuti scritti e illustrati dal libro) – la Prefazione, titolazione limitativa del saggio critico e di certo non indicata come tale dall'autore.

In questo saggio, come nei preliminari, sono state da me intervallate illustrazioni a colori, scelte prevalentemente tra opere meno note per diffusione mediatica.

Come in precedenza accennato, a questo primo post centrato sul saggio di C.L.R., ne seguiranno una seconda parte con scritti di mio padre e di François Fosca, e altri undici post, uno ciascuno per gli artisti attori principali del fenomeno universalmente definito Impressionismo, cioè: Edouard Manet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Georges Seurat, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec.

F.R. (5 febbraio 2026)


martedì 10 marzo 2026