Carlo e Licia

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domenica 1 febbraio 2026

Restituire le opere d'arte - Benedetto Croce e il cinema - Enrico Alpino - Scuola e Università - Università dello spettacolo - Partigiani Toscani - Fosse Ardeatine - Gian Emilio Malerba - Avanguardia - Ottone Rosai - Poesie

Precedenti:
  • (4 marzo 2022) I. Cremona; L. Viano; G. Veronesi; P. Portoghesi; P. Pierotti; C. Gubitosi; F. Gurrieri; A. Gimenez Yepez.
  • (4 aprile 2022) Sui CRITOFILM di Carlo L. Ragghianti.
    (25 aprile 2022) Carlo L. Ragghianti: Tempo sul tempo, 1 - Croce e il mio lavoro - Un trentennio di lavoro - Cinema e cultura.
  • (7 maggio 2022) Verde - Vinciguerra - Fischl - Aristarco - Mazzariol - Zevi - ecc.
  • (19 maggio 2022) C.L. Ragghianti: 1. Un dimenticato?; 2. Bomba Atomica; 3 Partigiani; 4. Monumenti.
  • (21 giugno 2022) C.L. Ragghianti: 1. Polemiche; 2. Conferenze e convegni, recensioni.
  • (16 agosto 2022) Contini Bonacossi - Telmon - Wittgens - Mira - Musatti - Cavallera - Bufalini - ecc.
  • (20 agosto 2022) 1. Carlo L. Ragghianti: problemi critici - Cataloghi - Rassegne; 2. Su Giorgio De Chirico; 3. Cina 1955; 4. Vania Partilora.
  • (25 aprile 2023) Argan, Trombadori, De Libero, Einaudi, Benedetti, Nincheri, Tassi.
  • (28 luglio 2023) Laicismo – Moralismo – V. Spini – Unesco 1950 – G.B. Spinelli – Mentasti – ecc.
  • (2 novembre 2023) Eco-socialismo – La porta di Cremona – Italia-URSS – V. Stella – Lucca 1958 – Treccani – Concorsi università – Luca Pacioli – Estemporanea! - Mostra 1915-1935 – Bacchelli – Valiani – Ponte del Diavolo.
  • (16 aprile 2024) Erri pittori – John Constable – N.A. Dezède – Edith Cavell – Alfredo Righi – Mario Novi – C.L. Ragghianti “pro bono”, 1 – Politica e cultura – Arte e vita pratica – Né putiniano, né NATOamericano.
  • (26 maggio 2024) Donna, L. Russo, J. Lussu – R. Cobden – Cachet Fiat – S. Ragghianti – M. Du Camp – S. Minocchi – Colore – Socialismo – Edifici – Collobi – PdS-PD – Economia.
  • (15 giugno 2024) Polignoto – P. Bayle – Amministrazione Arti – "Arte in Italia" a Parigi – "Critica" di B. Croce – Educazione – B. Zevi – Ermetismo – Galli – Esodo Istriano-Dalmata – Editoria libraria.
  • (20 luglio 2024) B. Croce – E. Pound – Premio S. Fedele – Bomba atomica – Esorcismo – Accademie – Lavoro mentale – Critica – T. Carini – "seleArte"
  • (22 aprile 2025) Computer – Le Arti e l'Uomo – A. Marazza – La “Piccola Intesa” – Sindacato giornalisti – Commenti di Critica d'Arte – Matrimonio Ragghianti – A. Achmatova – A. Cantù – Bramantino – Sacré-Coeur di Parigi.
  • ( 7 novembre 2025) Lavinia Mazzucchetti - Minima Kantiana - Carlo L. Ragghianti e la musica - Ruggero Bonghi e Arnaldo da Brescia.



Sommario

  1. Restituire le opere d'arte

  2. Benedetto Croce e il cinema

  3. Enrico Alpino

  4. Scuola e Università

  5. Università dello spettacolo

  6. Riconoscimento Partigiani Toscani

  7. Attentato alle Fosse Ardeatine

  8. Gian Emilio Malerba

  9. Ma è proprio Avanguardia?

  10. Ottone Rosai 1957

  11. Declino (e fine?) delle democrazie liberali.

  12. Testimone.


1. Restituire le opere d'arte – Intervento su “La Nazione” di Firenze del 17 novembre 1978 a proposito dello scottante e controverso argomento, ricorrente ed irrisolto.

Attraverso alcuni esempi e ricordi

Carlo L. Ragghianti cerca di individuare soluzioni anche distinguendo le acquisizioni per certi versi di effettivo salvataggio dell'opera da quelle di puro colonialismo predatorio o da sciagurate alienazioni di tiranni locali.



sabato 18 ottobre 2025

Biblioteca, 1 - Bianciardi; Resistenza in Lucchesia; Orebaugh; Uguaglianza; Di Battista; Genocidio.

Sommario


  1. Luciano Bianciardi: La battaglia soda (1964).

  2. Aa.Vv.: La Resistenza in Lucchesia (2025).

  3. James McBride: Miracolo a Sant'Anna (2008).

  4. Giovanni Dozzini: Il prigioniero americano (2023).

  5. Thomas Piketty: Una breve storia dell'Uguaglianza (2021).

  6. Alessandro Di Battista: Democrazia deviata (2024).

  7. Rula Jebreal: Genocidio. Quello che rimane di noi nell'era neoimperiale (2025).



 

Mentre nella rubrica “Bacheca” abbiamo proposto ed evidenziato aforismi e citazioni soprattutto, per tutti quei libri letti e delibati che non presentavano una spessore “fisico” sufficiente a giustificare una apposita postazione nel blog “Ragghianti&Collobi” si è soprasseduto finora di relazionare il contenuto, anche quando si trattava di opere attinenti e interessanti.

Con questa nuova rubrica banalmente intitolata “Biblioteca” si è provveduto a dar risonanza anche ai libri 

rimasti nel nostro “limbo”. Naturalmente, salvo qualche omaggio e consegna amicale, tutti i libri sono stati acquistati da me o da mia sorella Rosetta. Ciò per evitare di dover incorrere in casi malevolmente considerati di pubblicità se non proprio a fronte di pagamento. Tutto questo in coerenza con il resto del blog “R&C”, nel quale tutte le opere d'arte sono riprodotte senza scopo di lucro o di promozione commerciale.

F.R. (21 settembre 2025)

venerdì 11 agosto 2023

Resistenza in lucchesia. Un articolo (1950), un libro (1965).

Nella storia toscana l'11 agosto 1944 rappresenta la Liberazione di Firenze operata dai partigiani, poi coadiuvati dai soldati Alleati. Essendo capoluogo della Regione, questo dato si può considerare simbolicamente come quello della liberazione dell'intera Toscana. Anche se in realtà i combattimenti lungo la Linea Gotica terminarono nel 1945 poco prima della resa tedesca e fascista del 25 aprile.

Il proseguimento della guerra coinvolse in particolar modo la lucchesia del nord coinvolta nell'aspra lotta dal mare a Marzabotto in Emilia, dal pistoiese e da Castiglion de' Pepoli alla Futa.

I due testi portanti riprodotti in questa sede sono di Carlo L. Ragghianti. Quello a Prefazione del libro rappresenta un'importante testimonianza della sua levatura morale e del suo senso di responsabilità nei confronti della vita e della morte del suo prossimo.


1. L'articolo - Si tratta di una lettera "ufficiale" che C.L.R. indirizzò al settimanale "Il Mondo" (18 marzo 1950), una delle poche voci laiche e democratiche della nostra Gran Pretagna postbellica, nella quale l'opposizione comunista e dei caudatari socialisti inneggiava a Stalin e a uno pseudo-socialismo coatto dei paesi dell'est, che salvo la Cechia, non erano esenti da pesanti regimi reazionari e fascistoidi, compreso un pezzo di Ucraina già allora con Bandera complice inneggiante del nazionalsocialismo hitleriano.

In questo articolo C.L.R. sottolinea l'ambigua manovra di normalizzazione dell'operato del traditore Maresciallo (che dovrebbe esser designato con la parola in rima: sciacallo) d'Italia Rodolfo Graziani, già genocida in Etiopia e fondatore e comandante dell'esercito della Repubblica Sociale fascista di Salò.

In particolare si sottolineano le "bugie" militari fasciste espresse nel processo in corso riguardanti il fronte toscano di Garfagnana, devastata con l'attiva partecipazione dei fascisti all'oppressione della popolazione civile, eroicamente unanime nel sostegno ai partigiani.

Riproduco anche due documenti: il primo è un anonimo articolo del 24 novembre 1948 da "Il Gazzettino" di Venezia, nel quale è riportata la testimonianza di Dante Livio Bianco, nella quale si dimostra nel sesquipedale processo a Graziani la responsabilità di costui per le atrocità operate in Piemonte.

Di triste odierno significato è il dover riprodurre l'articolo comparso su "Il Fatto quotidiano" (10 giugno 2022) nel quale – 70 anni dopo questo processo che non assolse né condannò veramente l'imputato – si ricorda che a Affile esiste un Mausoleo dedicato a Graziani per iniziativa di un sindaco confermato "nonostante le condanne per apologia di reato". L'autore del bel pezzo giornalistico è Alessandro Robecchi (n.1960), scrittore del quale la nostra famiglia è lettrice

con diletto dei libri pubblicati da Sellerio e al contempo della rubrica sul giornale diretto da Marco Travaglio. Lo scritto titola e termina con l'amara frase, dati i tempi, che bisogna "porre fine a una vergogna nazionale". Temo, per non dire sono sicuro, che ciò non avverrà e che questo orripilante Mausoleo rimarrà e sarà ufficialmente omaggiato da neofascisti e collusi, nonché dalla pletora di voltagabbana in corsa verso il vincitore come le tartarughine verso il mare del potere cleptocratico e oscurantista.


2. Il libro – Si tratta di un interessante esperimento editoriale, in quanto praticamente sono ben fusi due aspetti di solito distinti: un'antologia di racconti di autori (noti e meno noti, però tutti legati all'esperienza bellica) e una ampia sezione di cronache storiche riguardanti l'attività partigiana nelle varie zone della lucchesia.

Dei testi letterari e di quelli storici riporto soltanto il racconto di Manlio Concogni (1916-2015), perché si riferisce all'infame eccidio di S. Anna e perché l'autore è stato implicato in varie vicissitudini ragghiantiane, compresa la sorpresa – negativa – della sua senile conversione. Personalmente di lui ricordo in particolare il piacere della lettura del suo libro garibaldino edito da Vallecchi ed il dispiacere d'aver egli retto il bordone a Cesare Garboli, il quale per legami di parrocchia livida nei confronti di C.L.R. pretestualmente mi negò la possibilità di editare una importante monografia sul pittore Mario Marcucci.

Il libro è prefato da Carlo L. Ragghianti con un testo centrato su "vita, morte, conoscenza" (titolo che utilizzerà per altre riflessioni analoghe), argomenti e riflessioni che illuminano la statura umana e morale dell'autore, il quale analizza anche la propria esperienza e responsabilità di vita e di morte in pagine esemplari prima e durante la Resistenza, la quale è stata "un periodo nel quale, pur vivendo ed agendo secondo le esigenze e le regole dell'esistenza per la lotta, molti intimamente s'erano consegnati; e soltanto così avevano trovato una serenità quasi inalterabile, seppure melanconica ed a tratti triste e dolente, una calma che ovviamente veniva scambiata per coraggio o spirito di aggressione".

Riproduco, infine, una selezione di illustrazioni eseguite per il libro da Fausto Maria Liberatore (1922-2004). Questo pittore lucchese è stato contiguo stilisticamente a Serafino Beconi (1925-1997 animatore culturale, ammirevole per l'iniziativa della rivista "Sinopia"), meno fortunato nel mercato del diverso e troppo osannato Antonio Possenti (1933-2016), valido rappresentante di un realismo convinto ma non aggressivo. Noto che l'anno scorso è passato inosservato il centenario dalla nascita di questo onesto e robusto pittore, di conseguenza gli rendo omaggio riproducendo i 21 disegni che egli donò alla Fondazione Ragghianti di Lucca.

F.R. (27 luglio 2023)



1. L'articolo

mercoledì 21 giugno 2023

Resistenza. Tre testi, tre lettere di Carlo L. Ragghianti

  • Vilipendio della Resistenza ("Criterio", n.11, 1957);
  • La Resistenza deve ancora resistere ("Criterio", n.4, 1958);
  • Dalla Resistenza ad oggi ("Nuova Antologia", n.2128, ott.-dic. 1978);
  • lettera a Carlo Gabrielli Rosi, Firenze, 9 novembre 1959;
  • lettera a Luigi Boniforti, Firenze, 25 gennaio 1962;
  • lettera al partigiano Leoni, Firenze, 29 aprile 1974.


 

Nell'ambito della preparazione per la postazione del libro Disegno della liberazione italiana (vedasi post del 16 giugno 2023) ho riscontrato i materiali già sommariamente ordinati inerenti quel periodo. Ne è conseguita la possibilità di allestire altri interventi su argomenti contigui ma con differenti aspetti delle vicende e dei personaggi implicati nel riscatto dell'Italia liberatasi dalla vergognosa tirannia monarchico-fascista e fascista repubblichina.

Questo (un accademico scriverebbe “il presente”) post riunisce sei contributi di Carlo L. Ragghianti. I primi due sono editoriali pubblicati su “Criterio”, la rivista di cultura ideata da mio padre per cercar di dare un aspetto il più possibile unitario a quell'area di opinione pubblica oscillante dai liberali ai socialisti autonomisti o senza partito. Cioè a coloro che negli anni fino al 1950 costituirono l'area della Terza Forza (più che altro ipotetica, così come oggi lo è approssimativamente l'elettorato cui si rivolgono Calenda e Renzi).

Il terzo articolo riproduce l'acclamato discorso che C.L.R. tenne in Palazzo Medici Riccardi il 16 settembre 1978 alla presenza del neopresidente della Repubblica Sandro Pertini. Aneddoticamente: dopo la manifestazione C.L.R., il Presidente, il suo accompagnatore ufficiale e lo scrivente si recarono a cena da Sabatini, in una saletta appartata, dove 

R. e P. conversarono in animata amicizia fino ad ora piuttosto tarda. Per me fu il secondo incontro con Pertini; la prima in un contesto informale, disteso, intenso ed amichevole, nel quale ebbi l'onore di interloquire, ovviamente se implicato. La lettera a Gabrielli Rosi, esponente partigiano in lucchesia, è – direi – importante storiograficamente. Oggi essa rappresenta anche una valida indicazione su come affrontare idealmente il presente destrorso e cercare di ottenere un futuro autenticamente “antifascista”.

La lettera a Luigi Boniforti, il moderato amico e successore quale presidente del C.T.L.N., riflette sul pericolo rappresentato da un fascismo europeo 1962, non dissimile nella sostanza dall'estrema destra mondiale attualmente in grande espansione praticamente incontrastata da una massa di cleptocrati più o meno democratici.

L'ultima lettera è indirizzata a Leoni, un ex partigiano, dipendente dalla Nettezza Urbana, probabile rappresentate sindacale: essa riguarda l'iscrizione da incidere in una lapide commemorativa dei trent'anni dalla liberazione. Non so se i comunisti e i democristiani permisero che essa fosse realizzata, data la “severità” del testo.

F.R. (27 maggio 2023)

venerdì 4 novembre 2016

Biographie de Licia Collobi Ragghianti

Licia Collobi est neé à Trieste, ville encore sous l'empire des Hababourg, le 24 août 1914 de Alberto Golubic (par la suite italianisé en Collobi) et Silvia De Domazetovich. Elle a passé sa première enfance à Klagenfurt ù son père, blessé au bras en Galizia en 1915, fut transféré en tant que Commandant du Magasin Militaire. Désormais bilingue elle revint à Trieste avec sa famille après la guerre. Dans cette ville elle a frequenté les écoles primaires, secondaires, le premier an du gymnase et le dernier an du lycée.


giovedì 3 novembre 2016

Profilo biografico di Licia Collobi Ragghianti

Alberto Golubic con in braccio Licia, insieme
alla moglie Silvia de Domazetovich

Licia Collobi è nata a Trieste, ancora asburgica, il 24 agosto 1914 da Alberto Golubic (poi italianizzato in Collobi) e Silvia De Domazetovich. Ha passato la prima infanzia a Klagenfurt dove il padre, ferito a un braccio in Galizia nel 1915, fu trasferito come comandante del Magazzino Militare. Tornata bilingue con la famiglia a Trieste dopo la guerra, Licia vi ha frequentato le scuole Elementari, le Medie, la prima Ginnasio e la terza Liceo.
Data la delicata salute della madre tubercolotica e più volte ricoverata nel Sanatorio di Bressanone, Licia ha qui frequentato la seconda Ginnasio e la prima-seconda Liceo, con esame d 'ammissione alla terza a Trieste, dove si è diplomata con ottimi voti. Madre e figlia ritornano a Trieste nel 1932 e alla fine dell'anno Licia si diploma anche in pianoforte al Conservatorio.
Intenzionata all'inizio a laurearsi in Germanistica, si iscrive alla Facoltà di Lettere di Torino nell'autunno del 1932. Qui ha seguito gli studi in modo brillante ma discontinuo a causa dei frequenti ritorni a Trieste per le sempre più precarie condizioni di salute della madre (che muore nel febbraio 1936), e qui si laurea in Storia dell'Arte nel giugno 1936 col massimo dei voti: centodieci su centodieci e lode, con la tesi su Carlo di Castellamonte, poi pubblicata nel 1937. Nel gennaio di questo anno consegue anche il diploma di abilitazione all'insegnamento della Storia dell'Arte nei Licei, e comincia a pubblicare saggi, contributi e recensioni.

Licia Collobi Ragghianti : A Biography

Licia Collobi was born in Trieste, still under Asburgic domination, on August 24th 1914, to Alberto Golubic (then italianized as Collobi) and Silvia De Domazetovich. She spent the first part of her infancy in Klagenfurt where her father, injured at an arm in Galizia in 1915, had been transferred as Commander of the Military Warehouse. Back in Trieste with her family after the war, being now bilingual Italian and German, Licia attended there Primary School, Secondary School and all the five years of Italian High School.
 Given her mother's poor health, ill with tuberculosis and recurrently hospitalized at the Bressanone Sanatorium, Licia attended in Bressanone the second,third and fourth year of High School, giving her exam of admission to the fifth year in Trieste, where she graduated with excellent marks. Mother and daughter went back to Trieste in 1932 and by the end of the year Licia also graduated as a piano player at the Music Conservatory.