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sabato 18 marzo 2017

Alberto Viani o Carlo Ludovico Ragghianti?

18 Marzo 2017
in memoria di mio padre Carlo Ludovico che oggi compirebbe 107 anni.

E' ben nota l'ammirazione per il patriota, la condivisione per l'esule e il riconoscimento critico con promozione del suo metodo, derivato dagli approfonditi studi su di lui, che C.L.Ragghianti ebbe nei confronti di Giovan Battista Cavalcaselle, fino ad allora considerato da alcuni una sorta di “macchina fotografica” dello “scrivano” Crowe. Il saper disegnare non soltanto a scopo riproduttivo un'opera d'arte, ma farlo anche con intenzioni interpretative del processo mentale e analizzante di un artista non è stato fenomeno inusuale.
Devo premettere che mi sono sentito in obbligo di porre un po' d'ordine nei materiali cartacei (comprendenti anche fotografie, fogli disegnati e fogli incisi di proprietà di mia sorella Rosetta e miei). Per quelli riguardanti le opere d'arte o i cimeli erano per lo meno ormai vent'anni che non li prendevo in mano (di molti non avevo più memoria). Ciò da quando - primi anni Novanta – avvenne la dispersione del lascito dei genitori in seguito a non liete beghe familiari. A queste revisioni documentarie è stato di pungolo il dovere parentale di lasciare a nostra nipote, anziché un coacervo indistinto di oggetti coi quali non ha dimestichezza, dei materiali ordinati con le opportune indicazioni per comprenderne la qualità e distinguerne le caratteristiche.
Così facendo mi sono imbattuto, tra l'altro, in sette disegni riproducenti opere di Alberto Viani, caro e illustre amico di famiglia, e come scrive C.L.R. al figlio Simone Viani del padre gravemente malato: “...tu sai quanto bene vogliamo ad Alberto Viani che non è solo un grande artista, ma una rara personalità morale ed umana (28.6.1984)”. Di questi disegni il primo (Fig. 1) proviene da un taccuino di indirizzi e appunti di Ragghianti, gli altri sei (Fig. 3-8) sono unificati dalla notazione, sulla cartellina che li comprendeva intestata “Viani”, di essere stati eseguiti nel luglio (per la precisione VII) 1965. Purtroppo non ricordo assolutamente perché decidessi di segnarli come disegnati “VII 1965”.
E “Viani” sarebbero rimasti se non mi fosse venuto il dubbio che potessero essere stati disegnati da due diverse mani, e che in una di essi si potesse riconoscere lo stesso iter esplicativo che R. applicò per una scultura di Emilio Greco, come si può riscontrare nel post “La Grande Bagnante di Emilio Greco”, pubblicato nel novembre 2016 nel blog “Ragghianti & Collobi”.
Siccome il critico e lo scultore si incontravano sia a Firenze che a Venezia (più spesso), con una frequenza annuale di almeno una visita quasi sempre estiva, c'è da risolvere anche il quesito di dove avvenne l'incontro nel quale i due interlocutori parlarono di queste sculture del Maestro sia col linguaggio verbale che con quello disegnativo.
Mi sono quindi trovato come un asino di Buridano attributivo, perciò costretto a cercare d'uscire dallo stallo con metodica il più possibile scientifica. Cioè riscontrare le fonti praticabili e vicine, poi via via le altre opportunità documentarie. Quindi procedere a controllare tra le fotografie e le riproduzioni delle opere e tra i ritagli di stampa e gli opuscoli in “Fototeca/Emeroteca”, tra le monografie e tra la cospicua corrispondenza tra l'artista e il critico. E qui ho potuto chiudere la ricerca avendo individuato una lettera (datata 23 settembre 1965) di Viani all'amico, in cui l'artista parla della sua opera “Omaggio a Michelangelo” disegnata in uno dei fogli oggetto di questa ricostruzione (Fig. 6). Letta e riletta, questa lettera mi ha via via alleviato la perplessità di non poter risolvere il nodo relativo al “luglio 1965”. Nel penultimo paragrafo, infatti, si scrive esplicitamente di un incontro a Venezia, che in un primo momento, pessimisticamente, avevo pensato fosse recente, addirittura settembrino.
Però alcuni fatti considerevoli facevano escludere questa ipotesi: 1) dagli ultimi giorni di luglio ai primi di settembre la famiglia Ragghianti (me escluso) era in villeggiatura in Sardegna; 2) a settembre C.L.R. aveva molti e urgenti impegni in città, soprattutto in relazione alla conclusione dell' “Arte in Italia” dell'Editore Casini, per il quale io avevo lavorato tutto agosto a Firenze, il babbo tutto il mese in Sardegna scritto in prima stesura le parti conclusive. E tutto settembre fu un agitato periodo di prima scrittura e revisione di R., prima dattilografia da parte della copisteria e da parte mia; correzioni di R., nuova stesura dattilografica ecc. Un periodo veramente stressante.
E Ragghianti non fece viaggi a Venezia, né altrove.
Di conseguenza più che plausibile risulta l'accessione in luglio di C.L.R. a Venezia, città dove andava sempre volentieri per incontrare gli amici come Viani in primis, poi Mazzariol, Scarpa, Santomaso, Vedova talvolta, e diversi altri. Altre ipotesi al riguardo appaiono insostenibili.
A questo punto è opportuno analizzare con acribia questi disegni e tratte conseguenze plausibili e convincenti circa l'autore di ciascuno di essi.