Carlo e Licia

Carlo e Licia

Archivio

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Arte Moderna e Contemporanea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arte Moderna e Contemporanea. Mostra tutti i post

mercoledì 6 novembre 2024

Arte Moderna in Italia 1915-1935 - Carlo L. Ragghianti, 16. FERRAZZI

 


Post precedenti:

1. 30 dicembre 2017
Presentazione di Carlo L. Ragghianti.
Criteri del Catalogo, Bibliografia generale. Comitato d'onore; Comitato esecutivo; Comitato tecnico; Comitato di consulenza nazionale; Consiglio A.T.T. di Firenze; Consiglio de “La Strozzina”;  organizzatori percorso museografico; segreterie; fornitori dell'esposizione.
2. 31 dicembre 2017
Criteri assegnazione schede critiche; criteri per la consultazione del Catalogo e quelli distintivi di questa rievocazione.
Artisti: ALCIATI, Nino BARTOLETTI, Pasquarosa BARTOLETTI, BIASI, BONZAGNI, BOSIA, BUCCI, CHECCHI, COSTETTI, FERRO.
3. 28 febbraio 2018
Artisti: GALIZZI, GEMITO, GRAZIOSI, Piero MARUSSIG, OPPI, PENAGINI, PRENCIPE, SPADINI, WILDT.
4. 25 marzo 2018
Artisti: BACCI, DUDREVILLE, GOLA, MAGRI, PARESCE, RAMBELLI, BARTOLI NATINGUERRA, GUIDI.
5. 15 aprile 2018 Artista: BARTOLINI.
6. 4 maggio 2018
Artisti: SAVINIO, TROMBADORI, MONACHESI, FONTANA, MUNARI, FRANCALANCIA.
7. 3 luglio 2018
Artisti: FURLOTTI, METELLI, BARBIERI, BROGGINI, CAGLI, CAPOGROSSI.
8Artisti: CESETTI, FAZZINI, GENNI WEIGMANN, GENTILINI, GUTTUSO.
9. 16 settembre 2018 Artisti: Edita e Mario BROGLIO.
10.  20 novembre 2018 (1 parte), 5 dicembre 2018 (2 parte).
Artisti: LEVI, MAFAI, RAPHAEL MAFAI.
11. 28 dicembre 2018. Artisti: Quinto MARTINI, MANZU'.
12. 21 gennaio 2019. Artisti: MUCCHI, SASSU.
13.  16 luglio 2020.  Artista: BOCCIONI.
17. 17 dicembre 2022. Artista: MELLI
19. 19 settembre 2024. Artista: CAMPIGLI
20. 5 giugno 2023. Artista: CARRA'
21. 8 agosto 2022. Artista: DE CHIRICO


venerdì 1 dicembre 2017

La fotografia è arte



Dopo più di cento anni dai primi dagherrotipi era ancora diffuso interrogarsi sul fatto che la fotografia fosse o no una forma di arte. Il dibattito riguardava gli scatti intenzionali, quelli costruiti in studio o dalla mente dell'operatore. Nel 1954 era possibile dubitare che la fotografia fosse un'espressione artistica originale e valida come lo erano le immagini o le strutture canoniche di pittura, scultura ed architettura.
E' opportuno ricordare che negli anni Cinquanta del Novecento buona parte della borghesia "colta" si indignava orripilata davanti alle opere di Picasso, negandone ottusamente e apoditticamente valori espressivi originali e quindi universali.
Nel 1952 l'editore Einaudi pubblicò Cinema arte figurativa di Carlo L. Ragghianti, un'opera rivoluzionaria, necessaria – e di notevolissimo successo – che non voleva essere "un'altra estetica del Cinema, ma una dimostrazione concreta dell'identità dell'arte figurativa e del cinema". Si veniva così a riconoscere in modo definitivo la dignità di arte al cinematografo, cosicché il libro "è un chiarimento vero e un'aggiunta concreta alla cultura moderna".
Il concetto di Design, poi, in quegli anni si stava faticosamente imponendo all'attenzione della critica e della comunicazione culturale costringendo i molti riluttanti a riconsiderare molte attività, reputate strumentali, non solo e non più identificabili col riduttivo termine di artigianato, che va inteso soltanto nelle applicazioni derivative di oggetti la cui forma espressiva è stata determinata da un prototipo nato da un artista (il designer).
Per inciso voglio ricordare due signore che alla fine degli anni Cinquanta 
furono importanti nella mia formazione: Maria Luigia Guaita (amica di famiglia) e Lara Vinca Masini, la quale supervisionò la mia preparazione per l'esame di terza media. Dal 1956, quando ella fu segretaria di redazione di "Criterio" e poi di "seleArte" – in Palazzo Bartolini Salimbeni e in Piazza Vittorio Veneto 4 -, sostenne e accompagnò la scoperta di tanti scrittori (mi fece scoprire la più che benemerita BUR ideata dal prof. Lecaldano). Probabilmente sono oggi in pochi a ricordare o sapere che queste due non comuni e volitive donne – tra loro diversissime – collaborarono alla stesura di una pagina sul design che compariva in un settimanale (di cui non ricordo il nome) giovanilistico che voleva competere con "L'Espresso", a cominciare dal sesquipedale formato.
Quindi alla domanda attuale se la fotografia fosse arte, rispondeva su "seleArte" (fasc. 15, nov.-dic. 1954, p.28) Carlo L. Ragghianti nella rubrica "corrispondenza", firmata con lo pseudonimo Camillo, che qui sopra riproduciamo.
Qui sotto, invece, riportiamo uno scritto del 1985 nel quale R. Nella rubrica "Domande e Riposte" di "Critica d'Arte" (IV serie, n.6, p.10), ribadendo quanto sostenuto nel 1954, ricorda sinteticamente quanto da lui trattato sull'argomento fotografia. Pagine che riproporremo successivamente anche in questo blog, anche se sono note e state già analizzate da studiosi, tra i quali citiamo Stefano Bulgarelli (Ragghianti e la fotografia, "Predella", 2, 2010, p. 161 ss.) e Tommaso Casini (Ragghianti: fotografia e cinematografia come esperienza della visione, pensiero e critica, ivi, p.277 ss.).

lunedì 4 settembre 2017

Arti Figurative Contemporanee (1953) e loro comprensione

Questa inchiesta su “ Come si presenta alla comprensione del pubblico il panorama delle arti figurative nelle tendenze, scuole, raggruppamenti? ” fu nell'autunno 1953 effettuata su “Il Nuovo Corriere”, il quotidiano nato per volontà degli Alleati che, nell'immediato dopoguerra, volevano avere una propria voce per far controcanto alla sequestrata “La Nazione” che il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale gestì col nome “Nazione del Popolo”. Successivamente i proprietari dell'epoca fascista riottennero “La Nazione” e gli Alleati se ne tornarono a casa lasciando il loro giornale che fu acquistato dal Partito Comunista Italiano (credo tramite una società fiancheggiatrice).
Romano Bilenchi, scrittore veramente notevole ma uomo di poca coerenza caratteriale e intellettuale, dopo una più che brillante carriera giornalistica
organica ai dettami del Regime fascista, nel dopoguerra – e non fu certo l'unico – si scoprì comunista e fu premiato con la direzione del “Nuovo Corriere”. I rapporti tra Bilenchi e Carlo L. Ragghianti, dati i moltissimi amici e compagni che avevano in comune e un certo reciproco rispetto, furono cordiali ma sempre piuttosto formali. Bilenchi, ad esempio, prestò a Ragghianti diversi fascicoli della rarissima rivista “Il Selvaggio” di Mino Maccari perché il critico potesse studiarli ed utilizzarli per il suo libro Il Selvaggio (Copyright 1955, edito 1959, ripubblicato tale e quale nel 1994 senza previa autorizzazione, ma questo è un altro discorso). Comunque sulla relazione epistolare tra questi due intellettuali ci riproponiamo di intervenire in seguito.
F.R.