Carlo e Licia

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martedì 18 marzo 2025

Arte greca, ellenistica, estrusca, romana, inglese e americana. Schede di Licia Collobi Ragghianti.

 

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Museo del Messico / Mesoamerica, 1 - 15 aprile 2021
Museo del Messico / Mesoamerica, 2 - 20 maggio 2021
Museo del Messico / Mesoamerica, 3 - 15 giugno 2021
Museo del Messico / Mesoamerica, 4 - 19 luglio 2021
Opere del Museo Nazionale di Atene, 1 - 24 agosto 2023
Opere del Museo Nazionale di Atene, 2 - 01 ottobre 2023
Opere del Museo Nazionale di Atene, 3 - 14 novembre 2023
Opere del Museo Nazionale di Atene, 4 - 14 dicembre 2023
Opere del Museo Nazionale di Atene, 5 - 27 gennaio 2024
Schede di pittura olandese, 1 - 20 giugno 2024
Schede di pittura olandese, 2 - 27 luglio 2024
Schede di pittura tedesca - 24 agosto 2024
Schede di pittura italiana - 15 settembre 2024
Schede di pittura spagnola - 10 ottobre 2024
Schede di pittura francese - 25 dicembre 2024
Schede di arti extraeuropee - 20 gennaio 2025
Schede di pittura fiamminga - 26 febbraio 2025



New York, Metropolitan Museum, 1979.

Arte greca ed ellenistica.


giovedì 14 marzo 2024

Decio Gioseffi: "Storia dell'arte in Europa" (2022) e uno studio inerente (1971).

Per i tipi de "Il Poligrafo/Università degli Studi di Trento" nel dicembre 2022 è stata pubblicata quella che si potrebbe ritenere la "summa" o, di certo, almeno l' "opus magnum" di Decio Gioseffi (1919-2007), uno studioso indipendente che ha elaborato una metodologia che collega la Storia dell'Arte ad altre discipline con innovativi criteri interpretativi. A questo proposito si veda in particolare la postfazione del libro Un pensiero inedito in Europa (pp.365-369), a cura di Giuliana Carbi Jesurum e Nicoletta Zanni.

Oltre a queste sue importanti connotazioni, Decio Gioseffi si è sempre trovato in sintonia dialettica con il pensiero di Carlo L. Ragghianti nel considerare ed indagare sullo stesso piano valoriale tutte le manifestazioni di creatività artistica elaborate dagli esseri umani.

Per esemplificare il legame con lo studioso lucchese e la sua rivista "Critica d'Arte" (da lui considerata una sorta di creatura primogenita – 1935 – della quale per altro il sottoscritto suo primo figlio – 1940 – non è geloso ma fiero) in questa sede ripropongo il saggio che nel n.115 (gen.-feb. 1971) Gioseffi pubblicò col titolo Sistemi visivi, convenzioni e criteri d'interpretazione che ricordo ancora di aver impaginato con particolare soddisfazione. Di questo studio c'è un esplicito riferimento nel libro a p.384, nota 15.

Marginalmente e senza intenzione di ridurre l'importanza culturale e l'originalità di questa pubblicazione, ma per personale acribia derivante da più che cinquantennale attività di redattore editoriale, devo esplicitare l'appunto seguente. Nella sezione "Autori citati nel testo" noto alla seconda voce: "ARGENTIERI, G. (a cura di) Pittori fiamminghi, Milano, Mondadori 1962".

Siccome il contenuto è scientificamente rilevante, devo ricordare che era notorio tra gli studiosi (tra cui Gioseffi) che il testo era stato elaborato da Licia Collobi Ragghianti. In proposito si veda nel blog "Ragghianti & Collobi" il post 

del 27 luglio 2020 nel quale si documenta come e perché Licia Collobi avesse scritto un libro non comparendo quale autrice, consentendo all'Editore di usare la dizione a cura di.

Questa Storia dell'Arte in Europa è un volume rilegato in brossura, mm. 170X240 pp. 432 con 32 tavole f.t. a colori. È necessario tenere presente l'Avvertenza (riprodotta) nella quale si ricorda che i numeri arabi a fianco del testo rimandano ad un Atlante delle illustrazioni consultabile gratuitamente sul sito "www.xydigitale.it/Atlante-immagini-Gioseffi".

E' la prima volta che mi imbatto in una soluzione editoriale di questo tipo. E' importante anche perché meno scomodo che avere, ad es., un libro aperto accanto al testo che stiamo leggendo, oppure sfogliare il libro fino all'individuazione dell'illustrazione cercata. Ma soprattutto questo procedimento consente all'editore un risparmio economico cospicuo.

In conclusione, questa edizione dovrebbe consentire – data l'originalità metodologica dei testi – una circolazione per la quale l'autore, dopo più di tre lustri dalla morte, sia ricordato e studiato. C'è da augurarsi, quindi, che grazie al taglio innovativo di quest'opera si crei una situazione propositiva che impedisca che lo studio e la memoria di Gioseffi restino circoscritti all'Università di Trieste, nella quale Gioseffi ha svolto tutta la propria brillante vita accademica.

F.R. (1 marzo 2024)

P.S. Ricordo che di e su Decio Gioseffi sono stati postati in questo blog diversi interventi. In ordine cronologico sono:

1. Su Giotto architetto (15 ottobre 2017);

2. Ragghianti, Zevi, Gioseffi, Scalfari, Giotto (24 aprile 2019);

3. Recensione "Storie della pittura europea del Quattrocento" di Licia Collobi (20 aprile 2020);

4. "L'eredità dall'antico" (28 settembre 2020).

mercoledì 21 giugno 2017

"Negro nell'arte europea" progetto di C.L.R.

In nome del declinante linguaggio "politicamente corretto", va premesso che in questa sede si usa il termine negro invece di nero, termine invalso negli ultimi decenni e perciò fino ad allora non adoperato nell'accezione antropologica. Occorre anche ricordare che l'uso di "negro" - derivante dal latino "niger" - non aveva significato negativo salvo che da parte di odiosi razzisti, riconoscibili dal contesto negli scritti e dall'intonazione nei discorsi.
La considerazione paritetica delle forme espressive diverse da quelle canoniche e manualistiche dell'arte italiana ed eurocentrica è sempre stata praticata da Carlo L. Ragghianti ed è a fondamento della sua "estetica".
Se non ci risultano sull'argomento documenti scritti prima degli anni Cinquanta ciò è dovuto alla scarsità nazionale e internazionale di studi e ricerche interessanti o problematici in merito all'Africa, specialmente quella centro-meridionale. Non a caso si cominciò a parlare di "negritudine" in
seguito alle conquiste coloniali e di arte negra in seguito alla individuazione e all'acquisizione di reperti africani da parte soprattutto di artisti degli inizi del Ventesimo secolo. La comprensione di Picasso senza riferimenti all' "art nègre" sarebbe incompleta e fuorviante. Trovo nell'Archivio familiare uno smilzo fascicoletto con l'intestazione "negro nell'arte europea". Dopo averlo controllato decido di renderne noto il contenuto, anche se sono certo che la mia memoria affievolita ricorda vagamente una consistenza superiore a quella riscontrata. Vorrà dire che, in caso di successivi reperimenti renderemo note le opportune integrazioni.
Un primo foglio, del 1962, contiene la richiesta "ufficiale" al Sindaco di Firenze Giorgio La Pira da parte di Ragghianti (estensore del testo e ideatore del contesto), e di Edoardo Detti ed Enriques-Agnoletti, assessori della Giunta presieduta dal detto e dimenticato sindaco "santo".