Carlo e Licia

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lunedì 11 agosto 2025

11 agosto 1944 – Liberazione di Firenze

In questa epoca bellicosa, con una trionfante, tronfia gestione politica dell'Italia da parte di revenants figli e nipoti dei fascisti sconfitti (alleati con i nazisti, quindi allora complici del genocidio di ebrei, di antifascisti, di omosessuali, di Testimoni di Geova, di Zingari) e dei loro odierni compiaciuti alleati di estrema destra leghisti, dei liberisti elitari post-berlusconiani, di cespugli “moderati”, ricordare certe ricorrenze non è solo triste e svilito ma anche ambiguo stante le discutibili personalità, spesso sospettate di pancleptocrazia, di molti che ne sarebbero i celebranti.

Oggi lo schieramento genocida è ribaltato ma identico nell'implicita ideologia suprematista “occidentale” e bianca.

Quindi proprio oggi, se non altro per informare e fornire documenti rari o inediti, è opportuno ricordare e rendere note circostanze per di più collegate strettamente a Carlo L. Ragghianti, come la notizia di un documentario della BBC (che andrebbe recuperato e tradotto, prima che gli eredi delle solite manine altera/distruggi archivi lo facciano sparire).

Qui si tratta in particolare di un dossier che C.L.R. inviò l'11 luglio 1983 alla BBC perché servisse da fil rouge ad un documentario sulla Liberazione di Firenze. Lo riproduco integralmente, anche se la prima parte è costituita da pagine estrapolate da Una lotta nel suo corso, libro del 1954 che abbiamo postato completo di corrispondenze e recensioni nel nostro blog qui.

Il dossier è preceduto dalla significativa lettera del 15 maggio 1981 indirizzata a Mister Wallace della BBC. Ignoro quanto è avvenuto prima e dopo, fino al 1983, quella lettera, anche se penso che la documentazione sia rintracciabile negli archivi dell'Università Internazionale dell'Arte di Firenze e nella Fondazione Ragghianti di Lucca, così come le indicazioni deducibili dall'incartamento.

La mia memoria di ottuagenario avanzato, per di più valetudinario, non mi fa ricordare come sono venuto a conoscenza dei dati manoscritti da me sopra la lettera dell'11 luglio 1983 che C.L.R. inviò a Vivianne King e Dominic Flessati della BBC di Londra. Sempre V. King ringrazia mio padre, “per aver dedicato tanto del suo tempo”, con la lettera in italiano del 2 dicembre 1983.

Dopo le pagine di Una lotta nel suo corso (libro curato da Licia Collobi R. coadiuvata da Alessandro Contini Bonacossi, amico e stretto collaboratore di C.L.R. durante il 1944-45), è collocata una pagina dattiloscritta, firmata e datata 11 luglio 1983, nella quale mio padre dedica i successivi ricordi al maggiore Macintosh, rievocando il contesto storico e il riconoscimento ufficiale Alleato del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale.

Alla prima parte ne segue una seconda consistente in sette pagine dattiloscritte non numerate di cui le prime tre (più cinque righe della quarta) sono dedicate al “Passaggio delle linee di combattimento sul Ponte Vecchio”. Sono un documento inedito di quell'impresa straordinaria. Il resto del dattiloscritto contiene alcune note dal libro From Cloak to Dagger (London, W. Kimbler, 1982) scritto dal maggiore Charles Macintosh. Parenteticamente: non capisco perché questo dossier non sia stato segnalato ad Andrea Becherucci, il quale ha curato gli ottimi due volumi degli Scritti politici (2024) di C.L. Ragghianti. Infatti se io ne ho una copia, nell'Archivio di Lucca ci dovrebbe essere lo stesso incartamento. Anzi, l'Archivio dovrebbe contenere un altro Dossier con materiale affine e complementare.

Riproduco ancora una volta quella che risulta essere l'unica fotografia del primo ingresso di Alleati in Firenze l'11 agosto 1944, mentre partigiani e popolo già combattevano contro i nazifascisti e i loro micidiali cecchini. In prima fila da sinistra con la camicia chiara c'è C.L.R. con accanto un sergente scozzese che gli punta un mitra alle spalle; la terza persona è il maggiore Charles Macintosh. Sullo stato deplorevole della fotografia si potrebbe andreottianamente “pensar male”, ecc. Però con le catastrofi che ci circondano, non val la pena di polemizzare.

F.R. (23 giugno 2025)





sabato 6 aprile 2024

Una lotta nel suo corso, 8 - Recensioni.

Post precedenti:
3 dicembre 2018 – 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp.3-66.
8 gennaio 2019 – Intermezzo prima parte, pp.67-126.
3 marzo 2019 – Intermezzo seconda parte, pp.127-192.
3 aprile 2019 – Intermezzo terza parte, pp.192-265.
3 maggio 2019 – Appendice I - Fatti e documenti, pp. 267-318.
3 settembre 2019 - Appendice II – Persone, pp.319-356
14 marzo 2024 - Corrispondenze



Il secondo post documentario è dedicato alle recensioni scritte sul libro, ovviamente soltanto (come già detto) quelle reperite. Una parte è andata persa con le vicende del materiale archivistico e librario (ad es. il centinaio di copie di Una lotta che era conservato negli sgabuzzini de "La Strozzina" in palazzo Strozzi). Con l'alluvione del 4 novembre 1966 la sede espositiva andò distrutta essendo nell'ipogeo del palazzo; la Segreteria e l'archivio no, perché collocati al 2° piano.

La proprietà di Palazzo Strozzi era stata affidata dal Comune all'Azienda Autonoma del Turismo, ente totalmente politicizzato, che non volle ancora nel 1978 recuperare gli ambienti alluvionati. Così, dopo lo scioglimento de "La Strozzina" 1947-1966, sotituito da una docile "Nuova Strozzina", il patrimonio della Galleria fu disperso: in gran parte fu consegnato all'Università Internazionale dell'Arte (U.I.A.), dove fu accolto – salvo i mobili – dal personale con stizza. Tanto che di fatto la documentazione fu destinata al macero all'insaputa del Direttore Carlo L. Ragghianti. Io ne fui informato da un usciere che conosceva la mia collaborazione pro bono all'Ente. Ero disoccupato per la prima volta, perciò mi fiondai all'U.I.A. di Villa Tornabuoni dove, con sollievo della burocrazia, salvai tutto ciò che attualmente si trova nell'Archivio della Fondazione Ragghianti di Lucca e nel mio. Non avendo spazi disponibili a sufficienza negli ambienti adibiti a La Costa per i residui degli Uffici di mio padre, dovetti lasciare all'U.I.A. la quasi totalità delle carte amministrative. Quelle prese da me in carico nell'ex casa colonica in parte furono distrutte dallo scoppio di alcuni tubi in seguito alle gelate eccezionali del 1984 (se ben ricordo l'anno).

Quando lavoravo all'Ufficio Editoriale dell'U.I.A., aiutando in emergenza il factotum nel casuale sopralluogo nelle ampie soffitte di Villa il Ventaglio, intravidi i grandi album costruiti dagli uscieri di Palazzo Strozzi per conservare le recensioni e le segnalazioni delle mostre della Galleria "La Strozzina". Questa fuggevole impressione fu poi suffragata quando nell'utile volume Mostre permanenti. Carlo L. Ragghianti in un secolo di esposizioni accertai che buona parte delle schede del libro (edito dalla Fondazione Ragghianti nel 2018) erano basate su quegli "album" de "La Strozzina".

Capii così che la burocrazia UIA mi aveva nascosto l'esistenza fin dal 1980 di buona parte del lascito della accurata gestione Lo Vullo.

Resta il sospetto che molte delle lettere autografe amministrative e tante carte (come la gestione SIAE) siano andate distrutte nel 1980 perché il venerdì pomeriggio furono accantonate sotto la tettoia del cortile di Villa Tornabuoni e il lunedì mattina erano scomparse.

Gli autori delle sette recensioni che sono state radunate sono tutti storici di rilievo e pensatori democratici resistenti contro il nazifascismo e contro le sirene della sinistra allora sovietizzante. Alcuni sono cattolici di stampo laico. Così come con i nominativi dei "corrispondenti" del post precedente (vedi post del 14 marzo 2024), anche Renato Carli Bollola (1904-1963; giornalista, patriota a Milano, dirigente socialista); Raffaello Franchini (1920-1990, filosofo, molto legato a C.L.R.); Giorgio Vaccarino (1916-2010, storico e archivista, segretario del C.N.L. di Torino); Ettore Passerin d'Entrèves (1914-1990, storico prof. universitario, partigiano); Mario Bendiscioli (1903-1998, storico e filosofo, patriota cattolico più volte arrestato); Nino Valeri (1897-1978, storico, prof. universitario, massone); Gianni Merlini (1929-1999, esponente europeista con Spinelli, dirigente editoriale e presidente Compagnia di S. Paolo), sono personalità di cui su internet si trovano elementi biografici ecc., soddisfacenti.

Dopo le recensioni sono postati elenchi manoscritti di C.L.R. circa la situazione recensoria del libro; un elenco del 7.5.1981 con omaggi del libro. Si veda in proposito nella lettera del 1981 ad Alberto Predieri, pubblicata nel citato post precedente n.7, il motivo di questi omaggi: una nuova edizione di Una lotta. Il progetto di R. non ebbe esito anche perché, penso con rammarico (per altro suffragato) che Predieri – dopo una lunga carriera di successi nel mondo del potere economico e politico – non fosse più l'uomo con gli ideali professati nel 1943-46.

Infine ci sono le tre pagine con l'elenco di chi (persone ed Enti) al 20 ottobre 1954 aveva prenotato una copia del libro.

Conclude la seconda parte del post il resoconto della cerimonia della presentazione del libro al Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, avvenuta al Quirinale il 24 giugno 1954. Le fotografie si riferiscono al proseguimento in un caffè dell'incontro dove i convenuti (coniugi Ragghianti, S. Contini Bonacossi, Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Riccardo Bauer, Leo Valiani e l'editore Neri Pozza) commentarono l'amichevole cerimonia che aveva visto protagonista il libro.

F.R. (16 febbraio 2024)

lunedì 18 marzo 2024

Una lotta nel suo corso, 7 - Corrispondenze

Post precedenti:
3 dicembre 2018 – 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp.3-66.
8 gennaio 2019 – Intermezzo prima parte, pp.67-126.
3 marzo 2019 – Intermezzo seconda parte, pp.127-192.
3 aprile 2019 – Intermezzo terza parte, pp.192-265.
3 maggio 2019 – Appendice I - Fatti e documenti, pp. 267-318.
3 settembre 2019 - Appendice II – Persone, pp.319-356



Il principale motivo per cui non ho dato subito seguito all'allestimento di questi annunciati due post conclusivi del libro Una lotta nel suo corso (1954), prefato da Ferruccio Parri, fu rappresentato dal fatto di non disporre di fotocopie decenti degli interventi critici e delle recensioni.

Sia pur a posteriori, voglio denunciare il motivo per cui il materiale disponibile in fotocopia è divenuto carente: le aziene di toner (quasi tutte U.S.A. e nipponiche) hanno fornito "inchiostri" labili, anziché stabili e duraturi come reclamizzato. Il che è molto peggio della "obsolescenza programmata".

Comunque furono pochi questi contributi, meno di quelli promessi per lo più per via di ripensamenti dovuti al progressivo spostamento verso il socialcomunismo dei recensori. Alcuni, di cui non dispongo del testo, come quello del più volte citato Spinella, furono faziosi, altri ambigui per adesione tattica alla storiografia liberalsocialista che nella realtà era stata piuttosto locale nella cospirazione e nella lotta armata dal 1943-44. Per non parlare del "cordone sanitario", più schiettamente bastone (stroncatura) o carota (ostentato silenzio), uniformemente realizzato dal P.C.I. nei confronti del libro, il quale si era eretto (con complici soddisfazioni di DC e di destra) a protagonista più che primario, quasi esclusivo sia sul piano ideale che su quello operativo della Resistenza del popolo italiano.

"Leggende” apparentemente sostenibili, stanti la disgregazione (costretti ad uscire dall'ANPI, fondando la FIAP, ad es., praticamente senza sedi e mezzi né persone addette e necessarie per un funzionamento decente) e la fratricida lotta dei partiti laici per le briciole del potere che loro concedevano da un lato la DC, dall'altro il PCI (Case del Popolo, enti locali, ecc.).

Clamoroso l'episodio dell'amnistia ai fascisti promossa e sostenuta da Togliatti: di fatto fornì a DC e PCI una numerosa, preparata ed esperta, massa politica intermedia di persone disponibili a passare dal corporativismo ecc. alla burocrazia della Gran Pretagna DC da un lato, dall'altro dal culto di Mussolini a quello di Stalin, valido sostituto fideistico. Da ciò, e non è un caso, costoro e i loro figli e nipoti oggi ritornano all'ovile neo-fascista o aderiscono al lato B leghista con disinvoltura.

Tornando al post, la situazione dei materiali documentari nei quattro anni trascorsi non è migliorata. Opto, quindi, per la soluzione di pubblicare comunque quanto reperito. Sarebbe misura fuori luogo attendere ancora anche perché le recensioni non ricevute a suo tempo non le posso reperire per via dell'età e dello stato di salute che patisco. Data la mole del materiale disponibile, lo divido in due sezioni: 1. Corrispondenza; 2. Recensioni. Ricordando che entrambi i gruppi sono lacunosi.

Per quanto concerne la corrispondenza risulta preponderante ciò che riguarda la cronistoria dell'edizione, dal 1950 con una lettera a Benedetto Croce che contiene il piano dell'opera con le connotazioni delle varie sezioni.

Oltre alle lettere, ordinate cronologicamente, ritrovo copia di uno degli appunti orientativi e informativi che a suo tempo allegai ai pacchi inviati alla Fondazione di Lucca perché potessero tornare utili ai futuri archivisti che avrebbero sistemato la "corrispondenza" di Carlo L. Ragghianti. Per Una lotta nel suo corso indico un elenco di nominativi nell'incartamento dei quali sono presenti altre lettere riguardanti l'argomento. Si tratta di: Elena Bassi, Neri Pozza, Ferruccio Parri, Gaetano Salvemini, Giorgio Spini, Luigi Russo, Ignazio Silone, Luigi Salvatorelli, Ernesto Rossi, Mario Dal Pra, Mino Maccari, Leo Valiani, Tozzi, Gualandi, Bruno Zevi, Nino Rinaldi, G.A. Fabbri, Ottavio Morisani. Certamente sono da controllare gli incartamenti di altri nominativi. Alcune delle lettere qui riprodotte sono importanti per la più approfondita comprensione di ciò che la Resistenza abbia costituito, o meglio, abbia tentato di costituire per il futuro della storia del Paese. In particolare quella inviata da C.L.R. a Luigi Russo il 12 agosto 1954 nell'analisi dei rapporti DC-PCI individua i pericoli insiti per la democrazia, i quali attraverso lo svoglimento del cosiddetto compromesso storico cattocomunista hanno portato alla sciagura PD (Partito Doroteo) che facilita la rinascita fascista (in cui di neo non c'è in realtà niente).

Per quanto concerne la preziosa sezione del libro con le biografie delle personalità principali protagoniste, riproduco la nota manoscritta di C.L.R. nellla quale si specifica che le biografie furono da lui scritte anche "sulla base delle autobiografie degli interessati". I due redattori, ovviamente, intervennero per tutte le operazioni di uniformità dei testi (vedasi il post del 3 settembre 2019).

E' curioso il fatto che manchino dall'elenco proprio le biografie dei due redattori Licia Collobi (le cui vicende furono riconosciute dall'Esercito Italiano meritevoli del grado effettivo di Maggiore ¹) e Sandrino Contini Bonacossi (uno dei più valorosi comandanti combattenti della Resistenza in Toscana). Modestia d'altri tempi coniugata al non voler incorrere in “conflitto di interessi” (oggidì posizione legale e morale disattesa in maniera quasi totale). Furono comportamenti oggi – sic stantibus rebus – marziani, pensando a Flajano.

F.R. (12 febbraio 2024)


¹ E' opportuno precisare che per non consegnare totalmente ai socialcomunisti il ricordo della Resistenza, gli azionisti avevano deciso di accettare il riconoscimenti di Partigiano dallo Stato, consistente in gradi militari e in medaglie militari al valore. Il PdA toscano di sicuro (altri non so) decise, con gesto nobile forse politicamente controproducente, di ricusare il conferimento di medaglie al valore per coloro che erano sopravvissuti alla guerra; accettarono il grado militare collegato alle funzioni e al curriculum personale. Ci furono eccezioni come Joyce Lusso, medaglia d'argento e capitano. Persone come Maria Luigia Guaita (capitano, credo) e mia madre con i molteplici atti di valore compiuti in missione sarebbero state al minimo altrettanto onorate.








martedì 3 settembre 2019

Una lotta nel suo corso, 6.

Appendice II – Persone, pp.319-356


Post precedenti:
3 dicembre 2018 – 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp.3-66.
8 gennaio 2019 – Intermezzo prima parte, pp.67-126.
3 marzo 2019 – Intermezzo seconda parte, pp.127-192.
3 aprile 2019 – Intermezzo terza parte, pp.192-265.
3 maggio 2019 – Appendice I - Fatti e documenti, pp. 267-318.


Quel che temevo che prima o poi si avverasse a causa della labilità della mia memoria è accaduto: con la quinta postazione ho considerato completata la riproposta integrale di Una lotta nel suo corso. Invece, controllando vedo che erano previste altre due “puntate” della riedizione del libro e in progettazione almeno un'altra di documentazione inerente.
Ancora scusandomi con i lettori, in questo post pubblichiamo in un'unica soluzione quanto testo mancante alla completa riproposta di Una lotta nel suo corso. Quanto alle monografie biografiche di Licia Collobi e Sandrino Contini Bonacossi, curatori del libro, i quali per un eccesso di modestia non inserirono nella sezione “Persone” le proprie biografie belliche, rimandiamo per il
momento alla voce “Wikipedia” per Sandrino e al libro I coetanei di Elsa De Giorgi, mentre per Licia ricordiamo il profilo biografico di Rosetta Ragghianti nel blog il 3 novembre 2016, anche se le vicissitudini belliche sono soltanto accennate. Per quanto riguarda invece Carlo L. Ragghianti, la voce presente in Una lotta può essere integrata con il post I Ragghianti partigiani combattenti del 18 marzo 2019.
Quando eventualmente avremo preparato altri contributi inerenti Una lotta nel suo corso e dati sufficienti a postare notizie più specifiche e circostanziate su i due curatori, posteremo una apposita settima parte di quest'opera.

F.R. (24 agosto 2019)

venerdì 3 maggio 2019

Una Lotta nel suo corso, 5.

Appendice I - Fatti e documenti, pp. 267-318.
Post precedenti:
3 dicembre 2018 – 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp.3-66.
8 gennaio 2019 – Intermezzo prima parte, pp.67-126.
3 marzo 2019 – Intermezzo seconda parte, pp.127-192.
3 aprile 2019 – Intermezzo terza parte, pp.192-265.

Post successivi in uscita

3 settembre 2019 – 6. Appendice II – Persone, pp.319-356, più biografie di Licia Collobi Ragghianti e Sandrino Contini Bonacossi.


mercoledì 3 aprile 2019

Una Lotta nel suo corso, 4.

Intermezzo, terza parte, pp. 192-265.

Post Precedenti:

3 dicembre 2018 - 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp. 3-66.
8 gennaio 2019 - Intermezzo prima parte, pp. 67-126.
3 marzo 2019 - Intermezzo seconda parte, pp. 127-192.

Post successivi in uscita

3 maggio 2019 - 5. Appendice I – Fatti e documenti, pp. 267-318.
3 giugno 2019 - 6. Appendice II – Persone, pp. 319-356, più biografie di Licia Collobi Ragghianti e Sandrino Contini Bonacossi
3 luglio 2019 - 7. Indice dei nomi; Indice generale; Documentazioni, 1.
3 agosto 2019 - 8. Documentazioni, 2.
3 settembre 2019 - 9. Documentazioni, 3.


domenica 3 marzo 2019

Una Lotta nel suo corso, 3.

Intermezzo, seconda parte, pp. 127-192.

Post Precedenti:

3 dicembre 2018 - 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp. 3-66.
8 gennaio 2019 - Intermezzo prima parte, pp. 67-126.

Post successivi in uscita

3 aprile 2019 - 4. Intermezzo, Terza parte, pp. 192-265.
3 maggio 2019 - 5. Appendice I – Fatti e documenti, pp. 267-318.
3 giugno 2019 - 6. Appendice II – Persone, pp. 319-356, più biografie di Licia Collobi Ragghianti e Sandrino Contini Bonacossi
3 luglio 2019 - 7. Indice dei nomi; Indice generale; Documentazioni, 1.
3 agosto 2019 - 8. Documentazioni, 2.
3 settembre 2019 - 9. Documentazioni, 3.

martedì 8 gennaio 2019

Una Lotta nel suo corso, 2.

 Intermezzo, Prima parte, pp. 67-126.



Post precedenti:
3 Dicembre 2018 - 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp. 3-66. 

Post successivi in uscita
3 febbraio 2019 - 3. Intermezzo, Seconda parte, pp. 127-192.
3 marzo 2019 - 4. Intermezzo, Terza parte, pp. 192-265.
3 aprile 2019 - 5. Appendice I – Fatti e documenti, pp. 267-318.
3 maggio 2019 - 6. Appendice II – Persone, pp. 319-356, più biografie di Licia Collobi Ragghianti e Sandrino Contini Bonacossi
3 giugno 2019 - 7. Indice dei nomi; Indice generale; Documentazioni, 1.
3 luglio 2019 - 8. Documentazioni, 2.
3 agosto 2019 - 9. Documentazioni, 3 (eventuale).


lunedì 3 dicembre 2018

Una Lotta nel suo corso, 1.

Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp. 3-66.


UNA LOTTA NEL SUO CORSO, 1.

“...la legge del combattente per la libertà è la lealtà e la sincerità.”
Ferruccio Parri

Questa citazione in esergo (come vedo oggi si usa dire) vuole indicare il motivo connotante principale che ha animato la cospirazione prima, poi la Resistenza armata dei patrioti italiani contro i fascisti e i nazisti. Essa si adatta evidentemente ai ribelli di tutti i tempi e di ogni oppressione politica e sociale, purché essa sia giustificata eticamente e dalla Storia.
La citazione proviene dalla Prefazione di Ferruccio Parri (il Maurizio capo della cospirazione democratica e comandante indiscusso della Resistenza) al libro Una lotta nel suo corso (Neri Pozza editore, Vicenza 1954). Dopo questa nostra breve introduzione riproporremo l'opera in edizione “anastatica elettronica” su questo blog, distribuendone i testi in sei uscite, più una puntata di Indici e documenti inerenti, cui probabilmente seguirà un'altra parte di documentazioni nel frattempo individuate e organizzate.
La quarta di copertina, anch'essa riprodotta, illustra il contenuto del volume con concisa chiarezza. Voglio anticipare, della appendice documentaria in preparazione, una sintesi del perché editare un libro come questo e dei motivi della sua importanza per comprendere l'essenza della Lotta di Liberazione dal fascismo. Essa si ricava dalle parole che Carlo L. Ragghianti scrisse a Luigi Russo, famoso italianista e Direttore di “Belfagor”, da anni in crisi politica e in accostamento al PCI, il 12 agosto 1954:



Da questa citazione si possono anche ricavare le motivazioni per le quali Una lotta nel suo corso è tuttora un documento storico di rilevante importanza che induce a riflettere sulla mancata rivoluzione democratica del 1945-46 e della successiva permanente fragilità del regime repubblicano. Penso inoltre che il libro sia un utile base per riflettere sul cominciare ad organizzarsi e a pensare – se non altro come esercitazione – a “fare” una lotta dall'oggi in avanti (e non solo in questo Paese) contro quelle che vennero definite anche ironicamente – ma da sempre tragicamente sottovalutate – le “oscure forze della reazione in agguato”. Dove reazione sta per reazionario, oscurantista e, nel passo successivo, fascista. Dei due curatori del volume Licia Collobi Ragghianti e Sandrino Contini Bonacossi, partigiani combattenti, con mia madre attiva anche nella clandestinità fin dal 1937, dovremo aggiungere nella sesta uscita nel blog le biografie, sia pur sintetiche. Essi oltre che curatori sono stati infatti anche protagonisti di primo
piano della Resistenza. Nonostante ciò le loro biografie, per uno stile di “modestia” (understatement) oggi impensabile e non praticato, non compaiono nel qualificato gruppo di personaggi di cui vengono forniti i dati biografici in relazione alla lotta di Liberazione.
In “seleArte”, IV serie, (1988-1999) – rivista che è stata riversata in questo blog nei suoi 26 numeri e i cui Indici sono consultabili all'apposito link a cui si accede cliccando su “Indici Selearte” sulla barra del menù del blog stesso – Una lotta nel suo corso è ricordata:

n.4, nov. 1986, p.11 (postato nel blog il 19 dic. 2016). Licia Collobi ricorda la propria collaborazione alla stesura del libro nella lettera autobiografica a Laura Dugoni del 15 luglio 1987, dodici giorni prima di morire.

n.8, autunno 1990 (postato nel blog il 1 feb. 2017). Fascicolo di pp.80 dedicato a Ferruccio Parri. A p.25 si deplora che la prefazione a Lotta non sia stata inserita nella vasta antologia Scritti 1915-1935, a cura dei faziosi E. Collotti e G. Rochat; a p.32 è riprodotta una fotografia con Parri, La Malfa, i Ragghianti, Contini Bonacossi e Neri Pozza dopo la presentazione del libro al presidente della Repubblica Luigi Einaudi (24 giu. 1954); alle pp. 33-39 si riproduce la bellissima e toccante Prefazione di Ferruccio Parri.
n.12, autunno 1991 (postato nel blog il 24 marzo 2017), alle pp. 6,7 nella Bibliografia degli scritti su Carlo L. Ragghianti vengono citate le recensioni a Lotta di G. Vaccarino e C. Francovich.

n.13, aprile 1992 (postato nel blog il 9 aprile 2017), alle pp. 63-70 è riportata la Biografia di C.L. Ragghianti che Ernesto Paolozzi ha pubblicato su “Prospettive Settanta”, n.1, 1991.

n.20, agosto 1994 (postato sul blog il 9 novembre 2017), a p.10 il libro è citato da C.L.R. in Un residente per Firenze.

n.23, gennaio 1996 (postato nel blog il 26 gennaio 2018) il libro è citato da C.L.R. nella testimonianza antifascista Lettera a G. Morales e R. Codignola, p. 71-75, scritta il 30 novembre 1982.


In conclusione possiamo anticipare che le uscite nel blog di Una lotta nel suo corso saranno le seguenti:

3 dicembre 2018 1. Introduzione; Prefazione; Nota Editoriale; Lotta nel suo corso, pp. 3-66.
3 gennaio 2019 2. Intermezzo, Prima parte, pp. 67-126.
3 febbraio 2019 3. Intermezzo, Seconda parte, pp. 127-192.
3 marzo 2019 4. Intermezzo, Terza parte, pp. 192-265.
3 aprile 2019 5. Appendice I – Fatti e documenti, pp. 267-318.
3 maggio 2019 6. Appendice II – Persone, pp. 319-356, più biografie di Licia Collobi Ragghianti e Sandrino Contini Bonacossi
3 giugno 2019 7. Indice dei nomi; Indice generale; Documentazioni, 1.
3 luglio 2019 8. Documentazioni, 2.
3 agosto 2019 9. Documentazioni, 3 (eventuale).