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domenica 15 marzo 2026

C.L.R. "Impressionismo", 1/I.

Sono passati due anni da quando il 28 marzo 2024 postai sul blog la presentazione del VI Quaderno della Fondazione Ragghianti di Lucca, nel quale lo studioso Manuel Barrese analizzava gli interventi di C.L. Ragghianti su “cultura artistico-architettonica dal Neoclassicismo alla stagione del Liberty”.

Tenni a sottolineare che l'autore “in oltre duecento pagine ricostruisce con acribia archivistica e acume critico l'operato e gli orientamenti di C.L.R.” e, in particolare, che “come è abitudine in questo blog, io preferisco dare la

parola ai documenti e ai testi scritti, giacché sono più fedeli ed attendibili interpreti” dell'operato dell'autore del libro; e sono “comunque generalmente più efficaci di una perifrasi recensoria”. E qui aggiungo: anche perché non sono uno studioso accademico e quindi non ho necessità di titoli per concorsi, ecc. D'altra parte una mia specifica opinione in merito può non essere interessante per altri.

Sempre nell'ambito del post del 2024 dichiarai nella presentazione redazionale quanto segue:

Da queste citazioni consegue che nel presente post (suddiviso in due puntate successive, più le singole postazioni riguardanti tutti gli artisti illustrati nell'edizione del 1947 di Impressionismo) venga riproposta la lettura dal libro di Manuel Barrese del capitolo “L'Impressionismo” di Ragghianti. Un'occasione mancata.

Tengo a precisare che, almeno a parer mio, l'occasione mancata si riferisce sostanzialmente alle lacune del libro, derivanti da altri fattori straordinari che determinarono l'impossibilità di C.L.R. di poter intervenire di persona nella revisione redazionale e nell' esecuzione materiale del libro. Dapprima dalla detenzione per antifascismo, poi combattendo in prima linea nella clandestinità e nella lotta armata, non si poteva certo seguire coerentemente il proprio intendimento sul libro e tanto meno l'esecuzione di altri, dal caro amico Aldo Bertini – per noi figli Ragghianti zio Aldo – ai redattori e ai tecnici dell'editore, nel 1944 colpito oltretutto dagli eventi bellici. Poi, in seguito (1945-46), C.L.R. fu oberato di attività e di impegni politici e sociali, nonché assillato da ristrettezze economiche non dissimili di quelle patite nei primi anni Trenta a Roma. Quindi non poté accedere a Torino con l'assiduità

necessaria. Ne conseguì che il libro fu pubblicato frettolosamente dall'editore per sue esigenze cogenti, come si può constatare palesemente nella scelta delle illustrazioni, criticamente non omogenea, anche se dati gli artisti sempre di gran impatto visivo.

Questa prima postazione dell'Impressionismo di C.L.R. contiene – riprese dalla seconda edizione del 1947 (così come tutti gli altri contenuti scritti e illustrati dal libro) – la Prefazione, titolazione limitativa del saggio critico e di certo non indicata come tale dall'autore.

In questo saggio, come nei preliminari, sono state da me intervallate illustrazioni a colori, scelte prevalentemente tra opere meno note per diffusione mediatica.

Come in precedenza accennato, a questo primo post centrato sul saggio di C.L.R., ne seguiranno una seconda parte con scritti di mio padre e di François Fosca, e altri undici post, uno ciascuno per gli artisti attori principali del fenomeno universalmente definito Impressionismo, cioè: Edouard Manet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Georges Seurat, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec.

F.R. (5 febbraio 2026)


Nota redazionale – I soprastanti risvolti di copertina citano un brano di André Michel (1853-1925), autore di una imponente Histoire de l'Art universale in 17 grandi volumi (suddivisi in 8 tomi più 1 vol. di Indici). Non so se questa citazione sia stata a suo tempo indicata da C.L. Ragghianti nel 1942-43 oppure inserita dall'editore, stante l'impossibilità di aver conferma

dall'autore detenuto prima a Bologna, poi a Firenze per antifascismo, e dall'agosto 1943 impegnato fino alla clandestinità nella Resistenza. Penso, comunque, che C.L.R. l'abbia accettata in queste seconda edizione del 1947, che ripristinava e correggeva gran parte dei testi e l'illustrazioni danneggiate dalle vicende belliche.


Dal volume di Manuel Barrese "Solo con l'Ottocento l'autonomia dell'arte" e la cultura artistico-architettonico dal Neoclassico alla stagione del Liberty.












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