Per
i tipi de "Il Poligrafo/Università degli Studi di Trento"
nel dicembre 2022 è stata pubblicata quella che si potrebbe ritenere
la "summa" o, di certo, almeno l' "opus magnum"
di Decio Gioseffi (1919-2007), uno studioso indipendente che ha
elaborato una metodologia che collega la Storia dell'Arte ad altre
discipline con innovativi criteri interpretativi. A questo proposito
si veda in particolare la postfazione del libro Un pensiero
inedito in Europa (pp.365-369), a cura di Giuliana Carbi Jesurum
e Nicoletta Zanni.
Oltre
a queste sue importanti connotazioni, Decio Gioseffi si è sempre
trovato in sintonia dialettica con il pensiero di Carlo L. Ragghianti
nel considerare ed indagare sullo stesso piano valoriale tutte le
manifestazioni di creatività artistica elaborate dagli esseri umani.
Per
esemplificare il legame con lo studioso lucchese e la sua rivista
"Critica d'Arte" (da lui considerata una sorta di creatura
primogenita – 1935 – della quale per altro il sottoscritto suo
primo figlio – 1940 – non è geloso ma fiero) in questa sede
ripropongo il saggio che nel n.115 (gen.-feb. 1971) Gioseffi pubblicò
col titolo Sistemi visivi, convenzioni e criteri
d'interpretazione che ricordo ancora di aver impaginato con particolare soddisfazione. Di questo studio c'è un esplicito riferimento
nel libro a p.384, nota 15.
Marginalmente
e senza intenzione di ridurre l'importanza culturale e l'originalità
di questa pubblicazione, ma per personale acribia derivante da più
che cinquantennale attività di redattore editoriale, devo
esplicitare l'appunto seguente. Nella sezione "Autori citati nel testo" noto alla seconda voce: "ARGENTIERI, G. (a cura di) Pittori fiamminghi, Milano, Mondadori 1962".
Siccome il contenuto è scientificamente rilevante, devo ricordare che era notorio tra gli studiosi (tra cui Gioseffi) che il testo era stato elaborato da Licia Collobi Ragghianti. In proposito si veda nel blog "Ragghianti & Collobi" il post
del 27 luglio 2020 nel quale si documenta come e perché Licia Collobi avesse scritto un libro non comparendo quale autrice, consentendo all'Editore di usare la dizione a cura di.
Questa
Storia dell'Arte in Europa è un volume rilegato in brossura, mm.
170X240 pp. 432 con 32 tavole f.t. a colori. È necessario tenere
presente l'Avvertenza (riprodotta) nella quale si ricorda che
i numeri arabi a fianco del testo rimandano ad un Atlante
delle illustrazioni consultabile gratuitamente sul sito
"www.xydigitale.it/Atlante-immagini-Gioseffi".
E'
la prima volta che mi imbatto in una soluzione editoriale di questo
tipo. E' importante anche perché meno scomodo che avere, ad es., un
libro aperto accanto al testo che stiamo leggendo, oppure sfogliare
il libro fino all'individuazione dell'illustrazione cercata. Ma
soprattutto questo procedimento consente all'editore un risparmio
economico cospicuo.
In
conclusione, questa edizione dovrebbe consentire – data
l'originalità metodologica dei testi – una circolazione per la
quale l'autore, dopo più di tre lustri dalla morte, sia ricordato e
studiato. C'è da augurarsi, quindi, che grazie al taglio innovativo
di quest'opera si crei una situazione propositiva che impedisca che
lo studio e la memoria di Gioseffi restino circoscritti
all'Università di Trieste, nella quale Gioseffi ha svolto tutta la
propria brillante vita accademica.
F.R.
(1 marzo 2024)
P.S. Ricordo che di e su Decio Gioseffi sono stati postati in questo blog diversi interventi. In ordine cronologico sono:
1. Su Giotto architetto (15 ottobre 2017);
2. Ragghianti, Zevi, Gioseffi, Scalfari, Giotto (24 aprile 2019);
3. Recensione "Storie della pittura europea del Quattrocento" di Licia Collobi (20 aprile 2020);
4. "L'eredità dall'antico" (28 settembre 2020).

