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giovedì 13 agosto 2026
Arte in Italia sec. XII-XIII, Scultura, 1.
lunedì 20 luglio 2026
Arte in Italia secoli XII-XIII / 5. Architettura II.
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sabato 21 marzo 2026
Arte in Italia - XI secolo / 1. Architettura
“Arte in Italia” fu una collana progettata da Carlo L. Ragghianti in seguito a insistenti sollecitazioni dell'editore Gherardo Casini, il quale si voleva espandere oltre che nella realizzazione e diffusione di libri (tra cui ricordo una interessante collana di gialli che però non riuscirono a intaccare l'egemone e radicato Giallo Mondadori). Perciò Casini realizzò un' opera enciclopedica scientifica e progettò altre cosiddette “grandi opere” , da diffondere soprattutto con sistema rateale, indipendentemente dalle librerie.
Mio padre titubò non tanto perché preoccupato dalla complicata e “dispersiva” organizzazione redazionale, che sarebbe stata sulle sue spalle e responsabilità, quanto in realtà perché era perplesso circa la collaborazione coll'editore che aveva vistosi trascorsi fascisti. Egli, infatti, giovanissimo era stato Direttore generale del Ministero della cultura popolare (Minculpop), creatore e gestore della propaganda del Duce e dei fascisti.
Ragghianti conosceva di persona Casini, suo coetaneo, già nel 1935 ai tempi della fondazione di “Critica d'Arte”, edita da Sansoni, casa editrice della famiglia del filosofo Giovanni Gentile, maestro di C.L.R. alla Scuola Normale di Pisa il quale, in modo assolutamente inspiegabile – tranne la stima personale – aveva a cuore le sorti di studioso del giovane allievo notoriamente antifascista. La casa editrice fiorentina pubblicò la creatura di Ragghianti però la “Critica d'Arte” fu edita sotto la gestione personale di Federico Gentile, figlio del filosofo. Questi, anch'egli di giovane età, era amico personale di Casini e lo restò anche nel dopoguerra, quando dopo ridicole sanzioni “all'italiana” tutti i fascisti furono serenamente reintegrati ovunque con la benedizione del P.C.I. (amnistia di Togliatti) e in concomitanza si votò con la D.C. l'introduzione nella Costituzione del 1948 dei Patti Lateranensi del 1929 tra Fascismo e Chiesa Cattolica.
Inoltre, prima della guerra C.L.R. progettò un “Manuale” di Storia dell'Arte, di cui scrisse un Medioevo i cui appunti e pagine dattiloscritte in parte andarono sperduti nei disperati traslochi clandestini del 1944 a Firenze. Si trattava, a quel che risulta dal poco superstite, di note e testi abbastanza sistematici e completi. Riprendere idealmente questa sua esperienza interiore, giocò a favore dell'accettazione finale di realizzare “Arte in Italia” con Gherardo Casini.
Fu determinante per l'accettazione di così vasta portata (dieci volumi dalla “Preistoria” al “Novecento”) anche la sollecitazione da parte di alcuni suoi già allievi all'Università e per lo più assistenti, nonché di studiosi di più lontana impostazione storiografica i quali evidentemente aspiravano a farsi notare anche nella cultura artistica non strettamente accademica diffusa con opere prevalentemente edite dai Fratelli Fabbri e da Sansoni.
Però, in realtà, non pochi di quegli esimi aspiranti alla notorietà pubblicistica mancavano totalmente (o, peggio, disprezzavano) i requisiti e i termini temporali tassativi di consegna degli elaborati nonché l'adeguamento alle regole editoriali (soprattutto i limiti di pagine attribuiti all'argomento dalla pianificazione redazionale) proprie e necessarie alle “collane” delle “grandi opere”, simili a quelli delle riviste ma più coercitivi.
Il primo volume non poté nemmeno essere impostato perché molti archeologi temevano di incorrere in eventuali reazioni del Bianchi Bandinelli. Costui, accompagnatore di Hitler nel viaggio in Italia del 1938, poi direttore generale Pubblica Istruzione in quota Partito Comunista, per tanti e svariati motivi non era per niente simpatetico nei confronti di C.L. Ragghianti. Il quale da parte sua l'aveva dovuto accettare come con-redattore di “Critica d'Arte” quale vigile della proprietà fascista e dopo sopportare come Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione nel 1945, la sua insubordinazione. E così via, come ricordo quale redattore e tramite per conto di mio padre della realizzazione effettiva dell'“Arte in Italia”.
Fu deciso di iniziare comunque la pubblicazione partendo dalla caduta dell'Impero Romano con il volume II e concluso con il secolo XI (1000-1099 d.C.) edito nel 1968. Seguì il volume III (secoli XII e XIII), edito nel 1969 con maggior agio organizzativo. Quindi, benché quasi tutti i volumi fossero stati impostati, l'impresa soprattutto a causa di ritardi nella consegna in redazione – stremata dal continuo sollecitare gli inadempienti – non resse, rimanendo dimezzata dal richiamo al servizio di
leva dell'altro redattore; il sostituto – già noto studioso – mollò a sua volta e a ragione in malo modo Casini ritardatario di varie mensilità. In effetti Casini, in evidenti difficoltà economiche, dovette dichiarare il proprio fallimento dopo il tentativo di cedere “Arte in Italia” prima all'UNEDI (nella quale era presente anche il conte Cini, collezionista e promotore della Fondazione nell'Isola di S. Giorgio a Venezia), poi altri editori senza esito positivo.
I due volumi editi nei contenuti gravarono in maniera preponderante sulle spalle di C.L.R., che proprio in quel periodo era oberato da impegni (tra i quali cito soltanto la riforma della Scuola e dell'Università, la Mostra “Arte moderna in Italia 1915-1935”, l'alluvione di Firenze – 4 novembre 1966 – nella quale fu uno dei protagonisti della ricostruzione).
Ciononostante, anche grazie alla sua enorme e costante capacità lavorativa e alla citata “Storia dell'arte”, nonché agli studi con Matteo Marangoni all'Università e alla Normale di Pisa, C.L.R. riuscì a “pezzi e bocconi” a terminare i suoi interventi e a mandarli in redazione quasi sempre manoscritti.
(Nel 1965 restai a Firenze l'estate battendo a macchina sui fogli millimetrati – per non superare le 1800 battute per pagina, perché così venivano poi pagati i testi – via via quanto mio padre inviava dalle vacanze in Sardegna, oppure da dove si veniva a trovare per convegni e altri impegni in tutta Italia. Quello che non trascrissi io lo fece Ivana, una solerte e gentile dattilografa poco più che ventenne, impiegata in una copisteria di via Calimala, specializzata nelle trascrizioni per tesi di laurea. Oltre che bella e cordiale questa ragazza fu bravissima: le sue trascrizioni della calligrafia di C.L.R. furono praticamente perfette).
Non starebbe a me dirlo, ma ricordarlo sì, questi testi medievali di C.L.R. sono di una qualità e originalità scientifica indubbia, come è stato riconosciuto anche prima, durante e dopo la pubblicazione del volume Prius Ars (Edizioni Fondazione Ragghianti, Lucca 2010) che ripropone con accurata edizione critica comprendente gli interventi successivi di C.L.R., le sue varianti, le sue integrazioni. Questo imponente volume contiene gli scritti di mio padre dal secolo V al secolo X, già pubblicati nel '68 nel volume II di “Arte in Italia”.
Variante cospicua di Prius Ars rispetto all'edizione precedente è l'impostazione iconografica, che tradisce totalmente le intenzioni dell'autore e le indicazioni fornite dal sottoscritto a nome della famiglia. (Si vedano in proposito in questo blog i post del 15 agosto 2020: Medioevo europeo. Poetica e retorica della scultura astratta - Con postilla circa “Prius Ars di Ragghianti; e quello del 7 settembre 2020: Prius Ars e Appendice). Insomma: splendida edizione stile libri d'arte per diletto con contenuti appropriati e rigorosi, con quasi casuali illustrazioni accattivanti e pertinenti ma mancanti di troppe opere indispensabili legame con la scientificità del testo.
Perché i curatori e persino il grafico di allora (per di più nostro rappresentante nel Comitato Scientifico della Fondazione) abbiano voluto disattendere il rigore di C.L.R. mi risulta tuttora mistero, non gaudioso ma certo inesplicabile.
Il fatto più sconcertante è che il secolo XI non sia stato compreso nell'edizione del 2010; così come non è chiaro perché anche i secoli XII e XIII nell'altro volume di Casini (1969) con gli scritti di C.L.R. non siano stati riproposti. Queste incongrue omissioni sono il mistero non chiarito nemmeno nelle pagine introduttive di Prius Ars.
Non essendolo, o essendolo molto meno, stati rimaneggiati da ulteriori interventi successivi di C.L.R. i saggi nelle edizioni 1968 e 1969 si devono considerare conformi agli intenti dell'autore. Di conseguenza risultano riproponibili nel web tali e quali, cosa che ho deciso di effettuare con il presente post e quelli che seguiranno.
Questa serie di scritti omogenei pertinenti Architettura,Scultura, pittura dei secoli XI, XII,XIII, riflettono uno dei settori di studio più indagati e approfonditi da C.L.R., il quale fin dalla fine degli anni Trenta si era dedicato alla ricerca di nuovi originali aspetti degli artisti “medievali”, poco noti e studiati ma cruciali nella storia dell'arte europea e mediterranea che allora – in mancanza coeva di relazioni e fonti da altre civiltà – si poteva considerare in Occidente una nuova unitaria esperienza della cultura visiva.
F.R. (16 gennaio 2026)





