Carlo e Licia

Carlo e Licia

Archivio

Cerca nel blog

sabato 7 ottobre 2017

{bacheca} Arricchitevi!

E' purtroppo attuale questa bella caricatura che come scopo prioritario della vita indica l'arricchimento incondizionato, costi quel che costi come mostrano l'euforia degli astanti, l'accanimento degli operatori di borsa, la miseria appartata della derelitta vittima senza solidarietà.
Anche negli anni '30 e '40 dell'Ottocento le operazioni atte a drogare l'economia verso una espansione illimitata comportavano gravi e durature conseguenze. La più consueta era la guerra tra nazioni o tra interposte nazioni alleate; altrimenti si cercava di scongiurare la crisi con un conflitto spudoratamente coloniale. (Di cui, a proposito, ancora oggi sentiamo l'oscillazione metaforica del pendolo di Vico, la cui conseguenza è 
l'incontrollabile invasione migratoria, solo in parte spontanea ma occultamente gestita con impudenti profitti all'interno, all'esterno soprattutto contro le imbelli e indecise democrazie, ritenute facili da depredare e spolpare.
Però tra l'ieri e l'oggi c'è una differenza fondamentale: le armi e le tecnologie di tutti i tipi sono esponenzialmente più micidiali.
La morale religiosa, l'etica severa del laico sono di fatto praticamente scomparse, ininfluenti, sono sopraffatte dai “vitelli d'oro” costruiti da irresponsabili però colpevoli, plaudenti masse spesso plebiscitarie. Nel frattempo l'1 per cento dei veri abbienti se la gode …
Francesco Ragghianti

giovedì 5 ottobre 2017

“Sulle mura / Frontiere dell'arte". Costretti al silenzio.

Peccato. Appena ricevuto il Catalogo “Sulle mura/ frontiere dell'arte/ Disseminazioni/ L'arte in città” di una impegnativa manifestazione espositiva avvenuta sotto l'egida della Fondazione intitolata ai genitori Ragghianti, e, dopo una prima veloce scorsa all'apparato illustrativo, ho pensato di farne una recensione dato l'indubbio interesse di quanto – e come – esposto in luoghi tra i più suggestivi della affascinante città di Lucca. Subito dopo, nel controfrontespizio, leggo: “Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico, o altro senza l'autorizzazione scritta del proprietario dei diritti e dell'editore”. Si tratta di una dichiarazione intimidatoria e confusa: certo l'editore è uno soltanto, ma il “proprietario” citato? Se è uno solo ci troviamo di fronte ad una operazione promozionale ai fini di privato profitto. Altrimenti per i terzi (studiosi o altro) diviene ulteriormente umiliante il dover chiedere persino a chi chiedere il diritto di relazionare, di fare informazione circa opere d'arte esposte in pubblico (e gratuitamente, si suppone). Oltre che intimidatoria, la dichiarazione è inaccettabile. Se non altro perché questo blog riconosce i principi del copyleft, cioè accetta che i propri materiali possano essere riprodotti a patto di citare la fonte, di non usarli per fini commerciali, di essere utilizzati integralmente o citati in maniera non distorsiva del loro significato originale. La cultura, come la musica e le immagini soprattutto, esistono solo se conosciute, diffuse. Diversamente il sapere diviene esclusiva disponibilità elitaria, censitaria. E' ovvio che bisogna pagare un originale, sia esso libro, cartolina, manifesto, cd, filmato quale ne sia il supporto. Ma la tramitazione, la diffusione non ingiuriosa, offensiva o infamante deve poter essere gratuita, soprattutto quando chi la fa non ne ha tornaconto. Ogni onesta e “lecita” diffusione diviene anche una forma di propaganda, di reclame, quindi un elemento altamente positivo per chi è coinvolto in un evento, chi ha creato 
un'opera d'arte. In conclusione relazionando si rende un servizio gratuito che diversamente sarebbe stato oneroso. Sia chiaro che questo blog non ha pregiudizio, e tanto meno risentimento, nei confronti della Fondazione e di chi ci svolge la propria attività. L'Ente e le persone in esso implicate si trovano ad operare, come tutti i lavoratori dipendenti, in situazioni che possono risolversi in modus operandi concepito sostanzialmente secondo una logica hobbesiana: chi detiene il potere (i soldi) può fare e far fare quello che vuole e il risultato finale deve rispondere soltanto alla loro vanagloria (anche se, come quasi sempre, si tratta di personaggi incompetenti nello specifico). Pertanto una minuscola organizzazione come la nostra, che raggiunge un pubblico ignoto ma – quando non puramente casuale – certamente interessato, qualificato o intenzionato a diventarlo, non ha i mezzi per gestire e tanto meno il tempo di piatire autorizzazioni. Purtroppo nemmeno abbiamo le qualità, la spavalderia di Carlo L. Ragghianti, il quale rifiutò di piegarsi a richieste di indebiti (secondo lui, e noi, ovviamente) diritti d'autore. Anzi minacciò di escludere i detentori (artisti come Picasso … ) da “SeleArte” se avessero proseguito nei loro intenti di sopraffazione nei riguardi della diffusione della cultura. Avvenne, quindi, che “SeleArte” e “Critica d'Arte” pubblicarono sempre quel che vollero e nessuno osò accampare pretese economiche al riguardo. Noi purtroppo, non abbiamo l'autorevolezza né la forza di carattere di C.L.Ragghianti. Perciò, in circostanze che presentassero analogie con quelle suddette, saremmo (e in questo caso preventivamente lo siamo) costretti a subire queste imposizioni che sono legali ma illegittime, come per altro lo sono tante leggi, tanti regolamenti e altro di questo e di ogni altro Stato, sia esso democratico, autoritario, totalitario. Quindi, almeno in via ordinaria, tacere l'evento o l'opera singola, là dove indotti da ingiuste od inique circostanze.
F.R.

martedì 3 ottobre 2017

Chiara Elisa Ragghianti

Per quel che ne sappiamo in famiglia, questa Chiara Elisa Ragghianti non è una parente o potrebbe esserlo alla lontana, stanti le poche informazioni che abbiamo sui consanguinei lucchesi con lo stesso cognome di nostro padre. E', però, una pittrice di un certo talento e con una vena espressiva di indubbia freschezza, di cui ignoravamo l'esistenza fino al 30 giugno 2017. Come al televisore capita di fare zapping, al computer un seminalfabeta digitale quale sono effettua scorrerie casuali (navigazioni?) partendo da un punto ritenuto al momento interessante. Capitò, così, di cercare nelle immagini un riscontro iconografico da utilizzare in un post: non trovando quanto desiderato in questa sezione (dove, in genere, dopo poche illustrazioni pertinenti alla ricerca si annega in tante, troppe riproduzioni impertinenti, addirittura incongrue), l'occhio mi cadde su una figura pittorica per me intrigante perché in qualche modo ricordava miei, antichi, inadeguati ma convinti tentativi pittorici, e – soprattutto – mi sembrava discendere dalla figurazione di Alex Kats (1927, Brooklyn N.Y.) che mi fascinò fin dai primi anni Sessanta su “Art News”. La visione successiva di altre opere di Chiara Elisa Ragghianti mi confermò queste immediate impressioni, e, quindi, nei dipinti riscontrai un andamento più mosso, con tagli risoluti delle inquadrature, nonché qualche sottolineatura ironica ed “affettuosa”, non scevra di un guizzo di ispirazione naive; forse persino un lontano richiamo al patriarca Ben Shahn (1898 – 1969). Comunque, proseguendo la ricerca cliccando su questa isolata immagine incuriosente, capitai nel sito della stranota “Saatchi Art” e lì mi imbattei nelle riproduzioni di grafiche e dipinti di questa ignorata omonima. Naturalmente stampai subito le tre pagine che qui di  
seguito al testo riporto. In seguito riuscii a scovare anche riproduzioni più grandi e meglio leggibili che mi confermano l'aver immediatamente intravisto un autentico talento pittorico. Qualche giorno dopo, in una conversazione telefonica su altro argomento, segnalai a Paolo Bolpagni – direttore della Fondazione Ragghianti di Lucca – questa artista chiedendo al contempo, dato che egli non la conosceva, di cercare notizie su di lei e sul suo lavoro così genuinamente interessante. Date le vacanze estive, non so che cosa sia poi successo a Lucca, certo in me è rimasta la gradita sorpresa di vedere queste opere d'arte. Mia nipote Irene, più esperta (anzi l'esperta del nostro blog) mi ha trovato qualche notizia sul web – e che qui sotto riproduco – dato che nonostante l'appartenenza alla celebre galleria londinese (traguardo comunque importante, indice di successo professionale, soprattutto dal punto di vista economico nonché di una notorietà in ambiti qualificati se non altro dal punto di vista collezionistico) mi sembra che Chiara Elisa Ragghianti non sia adeguatamente e debitamente conosciuta e rimanga immeritatamente affogata nell'immenso numero di concomitanti “operatori” artistici. Anche se non ho voce in capitolo, infine, mi permetto di far presente a Bolpagni e al Comitato Scientifico questa, a mio avviso, sorprendente pittrice perché la si faccia conoscere meglio (in patria soprattutto) con un'esposizione. Sempre che ciò sia fattibile e non ostacolato da contratti e vincoli dirimenti che opprimono oggi più che mai la libertà di manovra di operatori e artisti contemporanei. Seguono le 3 pp. di illustrazioni e, forse, altre illustrazioni scelte tra quelle che Irene ha conservato nel computer.
F.R.

domenica 1 ottobre 2017

{glossario} ARTE, 1


Questa rubrica ha l'intento di definire, con un aforisma, un esempio, un'argomentazione essenziale e possibilmente stringata, un concetto che altrimenti per essere svolto richiederebbe uno studio complesso ed articolato. Perciò per il lemma ARTE, che implica una complessità veramente impressionante, viene proposto qui un aforisma di Carlo L. Ragghianti. Naturalmente nel tempo seguiranno altre interpretazioni generali e particolari, anche dello stesso autore. Mi fa piacere ricordare che il testo è riprodotto dal volume Per mio conto e fuori dalle convenzioni scientifiche. Carlo L. Ragghianti, scritti 
sull'architettura del XX secolo (bel titolo, molto suggestivo) edito nel 2015 dalla Fondazione Ragghianti di Lucca. Questa citazione è stata posta in “esergo” - parola che da qualche tempo vedo esser cara a molti accademici, usata in luogo di “citazione di apertura” in un libro – dell'eccellente antologia, ben stampata, forse un po' carente di illustrazioni, curata da Valentina La Salvia con affettuosa partecipazione nei confronti dello scomparso studioso lucchese. Difatti questa giovane e valida studiosa a p. 12 del libro pone la seguente motivazione circa il proprio lavoro: