Carlo e Licia

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lunedì 13 agosto 2018

Traversata di un Trentennio, 6 - Indici ed errata corrige.

Nota. Con un ritardo dovuto alla loro compilazione, postiamo gli “Indici” della Traversata di un Trentennio. Testimonianza di un innocente (1978) che l'Editoriale Nuova non ritenne di far stendere alla propria redazione, né di richiederli all'autore, come talvolta avveniva da parte degli editori poco professionali. Questo comportamento da un lato era un falso risparmio, dall'altro deprimeva l'utilizzo ottimale di libri anche importanti. Soprattutto prima dell'era digitale era essenziale che le opere di pensiero creativo, di riflessione e comunque di contenuti scientifici e critici avessero degli “Indici” per consentire anche al lettore comune di spaziare all'interno di opere generalmente complesse. Anche nelle pubblicazioni compilative (Dizionari, Manuali scolastici e non, ecc.) e nelle riviste gli “Indici” risultavano necessari, utilissimi.
Questo libro necessitava a nostro avviso di “Indici” che abbiamo realizzato grazie alla pazienza certosina di Rosetta Ragghianti, la quale ha compilato anche quelli integrativi al Disegno della liberazione, sempre scritto da C.L. Ragghianti che posteremo tra breve tempo. Nell' “Indice Generale” compare la Nota biografica di C.L.R., che non è presente in questa riedizione telematica perché già postata separatamente in questo blog (vedasi 22 novembre 2016).
Ricordiamo quindi la data della pubblicazione delle 5 sezioni in cui la Traversata è stata immessa in Internet:
  1. 13 novembre 2017, pp. 5-46;
  2. 13 dicembre 2017, pp. 47-87;
  3. 19 gennaio 2018, pp. 88-128;
  4. 19 febbraio 2018, pp. 129-176;
  5. 20 marzo 2018, pp. 177-216.
Ricordiamo, infine, che in “SeleArte”, IV serie, fasc. 1-26, 1988-1999 sono stati pubblicati i seguenti interventi  (verificabili tramite l'Indice nella barra del nostro menù) a proposito di Traversata:

VI: 19,31,44
IX: 48,49,50
X: 66
XII: 9
XIII: 67
XVI: 26
XVII: 3-10
XIX: 20
XXIII: 47
XXV: 27.


Comunque nell'Introduzione redazionale alla Prima parte di Traversata postata il 13 novembre 2017 vengono riportate in dettaglio le precedenti indicazioni relative ai fascicoli di “SeleArte”, IV serie.
P.S. - Riportiamo a conclusione di questa edizione telematica di Traversata di un trentennio la quarta di copertina dell'edizione cartacea (1978), la cui stesura può essere attribuita a Enzo Bettiza oppure addirittura a Indro Montanelli.

Per effettuare il download degli Indici completi in formato .odt, cliccare sul seguente link: LINK INDICI TRAVERSATA.
Di seguito l'Indice Generale.

sabato 11 agosto 2018

Firenze, 11 agosto 1944 - 2

Questa è la seconda volta che nel nostro blog ricordiamo la Liberazione di Firenze avvenuta l'11 agosto 1944 in seguito all'insurrezione armata proclamata dal Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, spontaneamente partecipata dai fiorentini “di qua d'Arno” occupato dai tedeschi e dai loro scherani repubblichini. Abbiamo commemorato allora questo importante episodio storico caratterizzato – come Napoli nel novembre 1943 e Parigi qualche giorno dopo Firenze – dall'insurrezione della popolazione che si è così affrancata prima dall'intervento delle truppe Alleate, nel post Ponte a S. Trinita, 1 – al lettore (11 agosto 2017) cui seguirono le altre tre parti dell'omonimo libro di Carlo L. Ragghianti (Vallecchi editore, Firenze 1948). Di fatto nel frontespizio intitolammo questa prima parte Firenze insorge!, perché quel commosso e commovente resoconto delle vicissitudini toscane e della capitale è dedicato “ai compagni caduti per Firenze”, che furono oltre duecento tra i combattenti partigiani, come per tanti anni dopo testimoniarono le candide croci allineate per file solenni nel Giardino dei Semplici, visibili lungo Via Lamarmora per 300 metri a ricordo dei nostri caduti per la libertà.
Considerando che sono molti gli 11 agosto 1944 ai quali C.L.R. ha partecipato con dichiarazioni, considerazioni storiche e come testimone o per forza di cose coinvolto nella ricorrenza della Liberazione della città, saranno non pochi i post su questo argomento che riporteremo. Probabilmente ciò accadrà non solo nella data canonica ma anche in altri momenti dell'anno: ciò anche tenendo conto dell'età di chi scrive e del tempo statisticamente a sua disposizione. Comunque nell'odierno anniversario e in ogni altra occasione sarà anche ricordato l'eroismo dei cittadini di Firenze, una volta tanto degni davvero dei momenti gloriosi del loro passato. Altro motivo per rievocare oggi 74° anniversario il nobile avvenimento è pro domo nostra il sottolineare il ruolo di comando politico e militare di nostro padre nella preparazione e nella quotidianità clandestina, nella guida politica dell'insurrezione – sia prima che dopo l'intervento militare alleato – e del successivo autogoverno toscano rivoluzionario e democratico fino alla normalizzazione monarchica e alle conseguenze della spartizione del mondo in zone di influenza. Opportuni questi post anche per riequilibrare e smascherare distorsioni e certe falsificazioni vere e proprie da parte di una storiografia settaria, acquiescente nei confronti dei personaggi e partiti di cui, anche con il nostro minuscolo contributo, si riuscirà lentamente ma sicuramente a ridimensionare lo storytelling diffuso già dal 1944, concependo fraudolentemente notizie e dati distorti o falsi, utili per le proprie (per altro riuscite, e se ne vedono le conseguenze oggi nei loro eredi, carriere politiche o per la propria fazione).
Un caso esemplare è quello di questa lettera indirizzata al direttore de “La Nazione” per rettificare “alcune inesattezze”, come – benevolmente direi – scrive mio padre. 
All'epoca il direttore del quotidiano fondato da Bettino Ricasoli era il filosofo e giornalista Pànfilo Gentile (1899-1971), liberale ma non retrivo, già buon conoscente di C.L.R., del quale ci occuperemo più diffusamente in occasione di un post in preparazione dedicato alla pubblicazione di un saggio del Gentile su “Critica d'Arte”. Come prova delle asserzioni di Carlo L. Ragghianti nella lettera a “La Nazione” riporto la testimonianza che lo storico e giornalista Ugo Cappelletti (omonimo della medaglia d'oro al valore militare per il colpo di Zurigo del 1917, fraterno amico di nostro nonno Alberto Collobi fin da giovane; caro ai miei genitori) rese nel necrologio che firmò per “La Nazione” l'11 agosto 1987, otto giorni dopo la morte di C.L.R., il primo presidente del Comitato Toscano Liberazione Nazionale, da considerare storicamente cioè il primo presidente della Regione Toscana. Questo, ovviamente e per ora, secondo la mia personale interpretazione politica della nostra storia regionale. Lo scritto di Cappelletti è stato qui già pubblicato nel post Elogi funebri, ricordi, resoconti (31 dicembre 2017), però in questa sede lo reputo essenziale e poi … repetita juvant, come dico spesso a mia nipote, che si arrabbia.
Con lo storico Ugo Cappelletti (di cui intendo leggere i libri su questo argomento) in precedenza si era verificato un altro caso di “inesattezze che sarebbe stato desiderabile evitare” in occasione della rievocazione su “La Nazione” del 30mo anniversario della Liberazione di Firenze. Il 13 agosto 1974 Ragghianti perciò scrisse al giornalista, che non conosceva di persona, la lettera dal tono bonario (perché evidente la bona fides dell'autore) che riproduciamo dopo il necrologio. Da notare che l'anniversario del 1974 – sul quale ritorneremo documentariamente in altra circostanza – ebbe una risonanza anche mediatica maggiore della solita manifestazione in Piazza dell'Unità d'Italia con squallide comparsate di compunte autorità (di cui in molti casi mi permetto di sospettare che l'antifascismo non fosse sincero). Grazie all'ex partigiano Elio Gabbuggiani (1925-1999), presidente del Consiglio Regionale, fu organizzata allo Stadio Comunale una cerimonia abbastanza imponente nella quale a Ragghianti nuovamente fu riconosciuto in pubblico il ruolo importante del suo passato resistente e partigiano, direi di simbolica continuità con la rivoluzionaria insurrezione del 1944. Simbolico, emblematico il ruolo perché il rilevante fatto storico – come sopra già detto – dimostrò e sottolineò per la prima volta in Italia e forse in Europa l'autonomia non gregaria della lotta partigiana e la legittimità della propria liberazione da parte di un popolo oppresso che si redime anche dalle proprie acquiescenze e dalle proprie complicità con il regime fascista di Mussolini e del suo complice, Re Sciaboletta.

F.R. (3 agosto 2018)







giovedì 9 agosto 2018

Ancora Figura e Forma

Dopo Forma e Funzione (postato il 28 aprile 2018) e Forma (2) e figura (postato il 31 maggio 2018), nel blog pubblichiamo questa ulteriore riflessione intorno a un concetto basilare per la critica e l'estetica di Carlo L. Ragghianti. La stesura di questa nota è avvenuta probabilmente nell'ambito della enorme ricerca e poi sintesi critica compiuta durante la ricognizione che diede luogo alla prima parte di Critica della forma pubblicata nel fascicolo speciale di “Critica d'Arte”, n. 179-184, gen.-dic. 1982. Siccome questo fascicolo fu l'ultimo edito da Vallecchi prima del fallimento, è opportuno informare
che probabilmente non ebbe distribuzione libraria e che anche l'invio agli abbonati fu certamente incompleto. Comunque questa prima elaborazione con aggiunte di precedenti e nuove indagini divenne parte integrale del volume Critica della forma, Ragione e storia di una scienza nuova (Editoriale Baglioni & Berner, Firenze 1986). Il presente studio concomitante fu pubblicato nel volume Arte essere vivente (Edizioni Pananti, Firenze 1984, pp. 79-82) da cui lo riproponiamo qui di seguito.
F.R.

martedì 7 agosto 2018

Arte dell'Africa Nera, 3. 1970-1979 (prima parte)

Appare evidente che in questo periodo Licia Collobi, constatando il maggior impegno e interessamento del marito circa l'arte dell'Africa nera, preferì dedicare la propria attenzione ad altri fenomeni di cosiddette arti primitive. Mia madre quindi studierà e divulgherà soprattutto le civiltà dell'America centromeridionale precedenti la scoperta del continente da parte di Colombo, diventando una voce autorevole per la conoscenza delle manifestazioni artistiche di quelle popolazioni. Si interesserà contemporaneamente ai fenomeni espressivi delle isole oceaniche del Pacifico e delle isole asiatiche (Papua-Nuova Guinea ecc.) studiate altrimenti soprattutto dal punto di vista etnografico.
D'altra parte Carlo L. Ragghianti continua ad approfondire la considerazione dell'originalità dei manufatti africani e delle problematiche inerenti. Dopo l'incontro con Ezio Bassani (c. 1972) – persona di formazione manageriale e giunto agli studi attraverso un percorso per certi versi autodidattico – Ragghianti gli pubblicò su “Critica d'Arte” dapprima alcune ricerche, poi lo coinvolse quale 



docente nell'Università Internazionale dell'Arte di Firenze.  Maturò di conseguenza l'iniziativa di costituire il “Centro Studi dell'Arte Africana” (Cestaraf) e successivamente la rivista “Critica d'Arte africana” (1981 e 1984/5). Quale Preside dell' U.I.A., Ragghianti patrocinò tramite il Cestaraf diverse successive iniziative importanti sia espositive (Mostra Tesori Antica Nigeria) che metodologiche sul piano museografico e storico critico. Si costituì così un polo di aggregazione di studi vitale e ricco di collaborazioni e ricadute internazionali. Purtroppo temo che dopo Ezio Bassani (n. 1924, vedo su internet tuttora vivente) il Cestaraf, fornito di una esauriente biblioteca e di fototeca ed attività editoriale, sia declinato o addirittura scomparso, così come lo è l'U.I.A., attualmente in liquidazione.
Il primo rendiconto (anni 1949-1959) degli scritti dei coniugi Ragghianti sull'Africa nera è stato postato il 10 maggio 2018; il secondo rendiconto (anni 1960-1969) è stato postato il 6 giugno 2018.
Licia Collobi

Il contributo di L.C. all'arte dell'Africa nera nel decennio Settanta si limita a due scritti accertati. Il primo (“SeleArte” in “Critica d'Arte”, n. 109, gen.-feb. 1970, pp. 61,63) intervento Africa, Oceania,

Americhe riflette già nel titolo lo spostamento di attenzione della studiosa. Il secondo scritto recensisce l'importante catalogo a cura di Ezio Bassani Scultura africana nei musei italiani (Musei - Meraviglie d'Italia, 12, Calderini, Bologna 1977).

venerdì 3 agosto 2018

Ragghianti e una "autobiografia" intellettuale: "Colloquio con un mio critico".

Colloquio con un mio critico (1947) di Carlo L. Ragghianti è un testo importante pubblicato sessantanove anni fa su “La Critica d'Arte” (n.2, fasc. XXVIII, lug. 1949, pp. 148-154). L'occasione di scriverlo fu sollecitata dalla pubblicazione su “Belfagor” (1946), diretto da Luigi Russo, di un saggio di Claudio Varese che in una critica sia pur costruttiva ed amichevole impegnò C.L.R a “dare migliore e più estesa determinazione ad alcuni punti del mio pensiero, sui quali egli ha con giusta sonda colpito”. Dato il carattere di percorso filosofico e morale con spunti biografici, la replica di mio padre rappresenta una risposta ideale meditata e di originale metodo critico.
Intitolato Critica d'Arte e cinematografo rigoroso in C.L.R. (pp.236-242) il testo di Varese fu in seguito ripubblicato nel volume Cultura letteraria contemporanea (Nistri-Lischi, Pisa 1951, pp.423-432). Va detto che non essendo riuscito a verificare il testo su “Belfagor”, non sono in grado di affermare che si tratti di una ristampa o – cosa più probabile – che si tratti di una rielaborazione del testo iniziale. Comunque lo riproponiamo dal libro qui sotto, facendolo seguire dalla “risposta” di C.L. Ragghianti.
Gli scritti di contenuto autobiografico di C.L.R. non sono molti, mentre le biografie che lo riguardano sono prevalentemente di tipo storico-critico. Poche di quest'ultime sono buone e pertinenti come
 l'eccellente tesi di dottorato di Monica Naldi (purtroppo ancora inedita) C.L.R. nel tempo. La formazione di uno studioso e l'attualità di un metodo (Udine, 2011) o come quella di Emanuele Pellegrini per la Treccani online, mentre molte sono mediocri o pessime come quella di Wikipedia. Ci sono anche studi con carattere biografico che investono aspetti circostanziali oppure singolari tra cui vari interventi di Antonino Caleca (l'ultimo appena pubblicato sul n.1 della nuova serie di “LUK” contiene la trascrizione di alcune lettere giovanili, importanti e toccanti).
Tornando all'autobiografia è piuttosto noto, perché pubblicato più volte,, il saggio Tempo nel Tempo,1 (“Critica d'Arte”, n.112, lug.-ago. 1970, pp.3-18), cui C.L.R. purtroppo non diede seguito e conclusione. Sono infine inedite quasi tutte le lettere con cenni e spunti biografici (con autobiografie mirate ad un determinato argomento o contesto specifico). Contiamo di radunarne un numero esauriente e di postarle in questo blog. Naturalmente ci sono notizie nella corrispondenza con la moglie Licia Collobi, tuttora inedita benché già da anni trascritta ed annotata da Anna Ragghianti Marziali, a causa dell'obstat di un figlio. Sono però disponibili alla consultazione di studiosi anche presso la Fondazione Ragghianti di Lucca.
F.R. (15 maggio 2018)