Post Precedenti:
1. RAFFAELE MONTI ( I ) - 16 giugno 2018
2. IDA CARDELLINI (LORENZO VIANI) - 28 settembre 2018
3. UMBRO APOLLONIO (NATHAN, BIROLLI) - 19 settembre 2019
4. MARCELLO AZZOLINI (GUERRINI, CHIARINI, VESPIGNANI). 6 ottobre 2019
5/I. FORTUNATO BELLONZI (BOCCHI, D'ANTINO). 12 novembre 2019
5/II. FORTUNATO BELLONZI (MORBIDUCCI, SAETTI). 28 dicembre 2019
6. ALDO BERTINI (CREMONA, MAUGHAM C., PAULUCCI). 22 gennaio 2020.
7. ANNA BOVERO (BOSWELL, CHESSA, GALANTE). 5 febbraio 2020.
8. SILVIO BRANZI (SCOPINICH, BALDESSARI, NOVATI, SPRINGOLO, RAVENNA, KOROMPAY, ZANINI). 23 febbraio 2020.
Di
Giovanni Carandente (1920-2009), critico, collezionista e storico
dell'arte, non ho granché da dire, anche perché nella
testimonianza, che riportiamo, oltre a ricordare Ragghianti egli
parla molto di sé con riferimenti biografici esaurienti. Questo
ricordo intitolato Quella grande apertura mentale, si
ha a Roma nella Sala dei gruppi parlamentari il 27 gennaio 1988 come
commemorazione ufficiale di Carlo L. Ragghianti, voluta e organizzata
da Bruno Zevi.
Personaggio
di esuberante comunicatività, anche divertente per certe sue carenze
di origine sociale (tali da suscitare un'aneddotica anche sapida
degna di noti battutisti quali Mazzacurati e Maccari) ebbe una
fittissima rete di contatti con artisti di primo piano, soprattutto
scultori. Socialmente,
essendo privo di discendenti diretti e consapevole dell'unicità di
certe sue scelte collezionistiche, donò la sua intera raccolta ed
una notevole ed importante biblioteca d'arte contemporanea alla città
di Spoleto della quale – anche tramite il Festival dei due Mondi
ideato da Menotti – è stato un importante promotore culturale dal
1961 alla morte avvenuta or sono dieci anni.
Non
si può non ricordare il suo rapporto culturale con il grande
Alexander Calder, di cui portò nel nostro paese alcuni mirabili
mobiles, ammirati e
studiati da Ragghianti. Alla
mostra Arte Moderna in Italia 1915-1935, Carandente collaborò con impegno, ben al di là delle due schede di artisti assegnate alla sua curatela. Partecipò
praticamente a tutte le riunioni del Comitato esecutivo, talvolta piuttosto agitate, soprattutto quando si trattava dell'esclusione di artisti. Fu anche utile il suo apporto al reperimento di opere scelte di cui si era persa la traccia, nonché nel convincere al prestito alcuni collezionisti perplessi o reattivi all'esposizione.
F.R. (11 dicembre 2019)