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4. MARCELLO AZZOLINI (GUERRINI, CHIARINI, VESPIGNANI). 6 ottobre 2019
5/I. FORTUNATO BELLONZI (BOCCHI, D'ANTINO). 12 novembre 2019
5/II. FORTUNATO BELLONZI (MORBIDUCCI, SAETTI). 28 dicembre 2019
6. ALDO BERTINI (CREMONA, MAUGHAM C., PAULUCCI). 22 gennaio 2020.
7. ANNA BOVERO (BOSWELL, CHESSA, GALANTE). 5 febbraio 2020.
8. SILVIO BRANZI (SCOPINICH, BALDESSARI, NOVATI, SPRINGOLO, RAVENNA, KOROMPAY, ZANINI). 23 febbraio 2020.
9. GIOVANNI CARANDENTE (COMINETTI, MARINI). 4 marzo 2020.
10. ITALO CREMONA (REVIGLIONE). 7 maggio 2020.
11. ENRICO CRISPOLTI, I (BALLA, EVOLA, ALIMANDI, BENEDETTA). 2 aprile 2020.
12. ENRICO CRISPOLTI, II (COSTA, DIULGHEROFF, DOTTORI, FILLIA). 6 aprile 2020.
13. ENRICO CRISPOLTI, III (ORIANI, PANNAGGI, PRAMPOLINI, MINO ROSSO), 10 aprile 2020.
14. RAFFAELINO DE GRADA I (BOLDINI, ANDREOTTI). 22 giugno 2020.
15. RAFFAELINO DE GRADA II (BERNASCONI, CARPI, CARENA, FUNI). 6 luglio 2020.
16. ANTONIO DEL GUERCIO (MAZZACURATI, MENZIO, RICCI). 8 agosto 2020
17. TERESA FIORI (INNOCENTI). 1 settembre 2020.
Scrivere
di Cesare Gnudi storico dell'arte mi mette in imbarazzo a causa della
genesi del suo rapporto con la nostra famiglia. I suoi indubbi meriti
e pregi sono certamente ben illustrati in biografie e negli strumenti
informativi d'uso corrente. Per me, soprattutto, un po' per Rosetta,
Cesare Gnudi ha rappresentato la figura dello “zio”, l'unico,
dato che la consanguinea zia Erminietta, sorella del babbo, è stata
praticamente assente dalla nostra infanzia e adolescenza. Gnudi –
seppure di rado visto a Firenze – invece si è comportato da zio
effettivo ed affettivo. Per Carlo L. Ragghianti fu l'amico fraterno,
l'allievo prediletto e attento, il seguace fedele e coerente. La
nostra mamma Licia Collobi accoglieva i suoi dubbi, i tormenti,
fungeva anche da tribunale d'appello per le indicazioni, i consigli,
le disposizioni che zio Cesare riceveva da sua madre, la piissima ma
determinata “nonna” Rosina. Ciò fino alla fine degli anni
Quaranta.
Crescendo
le responsabilità quale Soprintendente alle Belle Arti di Bologna e
Romagna – collegate alla vita sociale di primo piano in città;
cioè a posizioni e compiti di iniziativa e di potere – Gnudi
dimostrò una natura sostanzialmente pavida, conformista, perdendo
persino la freschezza “cabarettistica” che – insieme ad una
golosità alimentare quasi rabelesiana – lo distinguevano come
personaggio di particolare piacevole compagnia.
Col
trascorrere del tempo i difetti aumentarono; i pregi e le virtù
diminuirono in maniera esponenziale. Ne risentì anche l'acume
scientifico. La apertura culturale si rifugiò nel provincialismo.
Zio
Cesare ha fatto soffrire i miei genitori anche sul piano affettivo
“imbozzolandosi” in espressioni convenzionali ben lontane dalla
primitiva penetrante capacità critica. La sua affettività dovuta ad
una natura sincera, sia sul piano dei rapporti interpersonali
riguardanti i principi etici, sia intellettuali riguardanti gli studi
e la gestione del “Bene pubblico” divenne incoerente ed ondivaga.
Di conseguenza non intendo soffermarmi ulteriormente sulla sua figura
e sulla sua memoria.
In
un primo momento intendevo dimostrare la parabola del suo declino
pubblicando almeno quattro lettere di sofferta “pedagogia” che
gli indirizzò C.L. Ragghianti tra il 1953 e il 1954 con l'intento di
riportare l'amico fraterno all'eticità che deve distinguere l'essere
umano che intende essere e mantenersi una coerente costruzione
morale.
Queste
lettere (per la precisione 2 aprile 1953, 17 giugno 1953, 9 marzo
1954, 19 maggio 1954) costituiscono un documento importante per
comprendere la personalità di un uomo come mio padre. Ovviamente,
però, essendo apertis verbis queste
missive potrebbero offrire il destro per vetuste polemiche
strumentali, per rinfocolare meschini pettegolezzi da parte dei
“soliti noti”. O, meglio, dei loro pedissequi seguaci, giacché
ritengo improbabile che tra i viventi ci siano ancora individui di
quella genia originaria.
A
proposito della Mostra Arte Moderna in Italia 1915-1935, segnalo le
pp. 168-176 del volume Tre voci: C.L.R., C. Gnudi, G.
Morandi. Scritti e documenti
curato da Marilena Pasquali e Stefano Bulgarelli, Gli Ori, Pistoia
2010.)
F.R.
(28 agosto 2020)
Postilla - Cesare Gnudi cabarettista
Erano
famose le imitazioni e le interpretazioni di Cesare Gnudi prima e
durante la guerra. Soprattutto epica era la ricostruzione parodistica
di Ettore Petrolini, che egli conosceva a memoria, possedendone anche
tutte le registrazioni in grandi dischi di vinile a 78 giri. Altro
suo cavallo di battaglia era Odoardo Spadaro, anch'esso conservato in
dischi e poi – raccontavano a noi bambini in certi dopocena festivi
i genitori con pallide subinterpretazioni – Nunzio Filogamo e altri
comici e cantanti soprattutto radiofonici, anche stranieri come
Maurice Chevalier e la mitica Josephine Baker.
D'altra
parte zio Cesare conservava ancora tutto il “Corrierino dei
piccoli” da prima della guerra 1915-18 alla sua infanzia protratta;
erano volumoni rilegati che lessi iintegralmente, disteso per terra
su uno stuoino, durante un mio soggorno di una decina di giorni a
Bologna.
In
questa fotografia (probabilmente scattata da Giancarlo Cavalli)
Cesare Gnudi interpreta una “macchietta” emiliana centrata sulle
lamentazioni e sulle divagazioni di una madre in là con gli anni. Il
personaggio doveva essere molto famoso in Emilia, tanto che l'attore
Andrea Roncato ai suoi esordi televisivi lo ripropose con grande
successo.
Nel
dopoguerra Gnudi continuò a coltivare questa sua passione per lo
spettacolo di varietà fino almeno alla metà degli anni Sessanta.
Posso testimoniare che a Pisa – presenti per non so quale
convegno – un dopocena con il nostro 1100 nero feci da autista
(sorpreso, divertito, un po' sgomento) a Gnudi, Eugenio Luporini e
Giacinto Nudi in una serata ludica trascorsa in un paio di balere e
soprattutto in una Casa del Popolo nella pineta verso Viareggio, dove
in un salone-teatro con palco e cavea per
l'orchestrina,
assistemmo agli intrattenimenti, partecipi fino ad invitare al tavolo
sul soppalco una giovane esuberante cantante (la cui voce era
veramente notevole), cui “seriamente” Luporini e Gnudi proposero
di “mettere” sotto contratto!