L'attenzione di C.L. Ragghianti per l'opera di Camille Pissarro si manifesta nel volume edito da Chiantore con una breve, essenziale scheda critica, che illumina circa le problematiche inerenti il prolifico artista. Più diffuso, articolato e puntuale è il saggio stampato nel fascicolo inaugurale di “seleArte” (n.1, 1952), anche se poco illustrato in questo nostro post, stante la difficoltà di reperire riproduzioni idonee.
Per quel che riguarda altri scritti di C.L.R. e Licia Collobi R. sull'argomento, rimando a quanto specificato nei precedenti interventi di questa “serie” sull'Impressionismo.
Quanto agli interventi critici non semplicemente agiografici degli autori delle monografie su Pissarro, mi pare li si possa tralasciare, così come la critica ordinaria che indulge su osservazioni limitative, quando non addirittura detrattive, circa la pittura di questo ottimo artista, animato da grande passione congiunta con un eccezionale integrità etica nei confronti del proprio lavoro. Uso queste parole perché Pissarro è stato un autentico socialista anarchico, che ha onorato la propria attività, che non l'ha cioè piegata ai gusti e ai “desideri” della borghesia.
Per questi aspetti del coraggioso e coerente personaggio, il quale ha pagato – e non poco – dignitosamente tanti disagi economici, con onerose conseguenze sulla propria numerosa famiglia (non sempre e del tutto solidale), riporto due scritti che illustrano soprattutto la vita sociale di Pissarro, non trascurando l'originalità della sua espressività e la collocazione storica della sua pittura. Si tratta di un interessante articolo del 1944, pubblicato sul mensile vicino al Governo alleato controllore del Regno prima e della Repubblica dopo il 2 giugno 1946.
Segue, estratto da “Arte” (marzo 1993), la rivista di divulgazione tutto sommato più equilibrata nel nostro paese, l'intervento di Raffaele De Grada, amico – nonostante iniziali divergenze politiche – di C.L.R. e combattente partigiano durante la Liberazione di Firenze (11 agosto 1944), avvenuta esclusivamente ad opera delle formazioni di tutti i partiti aderenti al C.T.L.N.
Aggiungo due curiosità: la prima pertinente Pissarro, l'altra illuminante, purtroppo, una delle maggiori assurde pretese di Trump.
Notato che nel libro di Chiantore viene riprodotta la firma “Pissaro” (con una sola erre), ho controllato su Google. La risposta – imposta come prima da qualche tempo – è stata emessa dall'Intelligenza Artificiale (che personalmente ho usato per la prima volta). Il responso a “quando e perché” sembra plausibile: “si tratta di una grafia semplificata del cognome”, di “una fluttuazione ortografica comune all'epoca e all'uso in famiglia”.
La seconda curiosità è una notizia che mi pare sia stata ignorata nelle recenti e odierne polemiche politiche. Si tratta del fatto che l'isola di Saint Thomas (dove nacque Pissarro) del gruppo delle Isole Vergini nei Caraibi, essendo una colonia della Danimarca nel 1917 fu venduta dallo stato europeo agli Stati Uniti d'America per 25 milioni di dollari.
Questo precedente conforta l'attuale Presidente USA D. Trump, il quale dal medesimo stato europeo (alleato nella NATO) vuole ottenere la Groenlandia (con le buone o con le cattive).
Staremo quindi a vedere, si spera. Cioè sempre che non avvenga qualche catastrofe innaturale che ci coinvolga o travolga.
F.R. (25 luglio 2026)





















































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