Carlo e Licia
Archivio
- ago 2026 (1)
- lug 2026 (4)
- giu 2026 (5)
- mag 2026 (6)
- apr 2026 (7)
- mar 2026 (4)
- feb 2026 (6)
- gen 2026 (5)
- dic 2025 (6)
- nov 2025 (7)
- ott 2025 (6)
- set 2025 (5)
- ago 2025 (7)
- lug 2025 (7)
- giu 2025 (6)
- mag 2025 (6)
- apr 2025 (7)
- mar 2025 (6)
- feb 2025 (5)
- gen 2025 (6)
- dic 2024 (6)
- nov 2024 (6)
- ott 2024 (6)
- set 2024 (5)
- ago 2024 (6)
- lug 2024 (6)
- giu 2024 (8)
- mag 2024 (8)
- apr 2024 (7)
- mar 2024 (7)
- feb 2024 (7)
- gen 2024 (5)
- dic 2023 (6)
- nov 2023 (5)
- ott 2023 (5)
- set 2023 (4)
- ago 2023 (6)
- lug 2023 (5)
- giu 2023 (6)
- mag 2023 (5)
- apr 2023 (5)
- mar 2023 (3)
- feb 2023 (3)
- gen 2023 (3)
- dic 2022 (6)
- nov 2022 (6)
- ott 2022 (7)
- set 2022 (5)
- ago 2022 (8)
- lug 2022 (5)
- giu 2022 (6)
- mag 2022 (8)
- apr 2022 (8)
- mar 2022 (9)
- feb 2022 (6)
- gen 2022 (8)
- dic 2021 (8)
- nov 2021 (8)
- ott 2021 (8)
- set 2021 (8)
- ago 2021 (7)
- lug 2021 (8)
- giu 2021 (8)
- mag 2021 (9)
- apr 2021 (8)
- mar 2021 (9)
- feb 2021 (8)
- gen 2021 (8)
- dic 2020 (9)
- nov 2020 (8)
- ott 2020 (10)
- set 2020 (10)
- ago 2020 (8)
- lug 2020 (10)
- giu 2020 (9)
- mag 2020 (9)
- apr 2020 (10)
- mar 2020 (10)
- feb 2020 (9)
- gen 2020 (10)
- dic 2019 (10)
- nov 2019 (10)
- ott 2019 (10)
- set 2019 (10)
- ago 2019 (11)
- lug 2019 (10)
- giu 2019 (10)
- mag 2019 (10)
- apr 2019 (8)
- mar 2019 (8)
- feb 2019 (8)
- gen 2019 (9)
- dic 2018 (10)
- nov 2018 (12)
- ott 2018 (11)
- set 2018 (10)
- ago 2018 (10)
- lug 2018 (8)
- giu 2018 (10)
- mag 2018 (11)
- apr 2018 (9)
- mar 2018 (11)
- feb 2018 (14)
- gen 2018 (11)
- dic 2017 (11)
- nov 2017 (9)
- ott 2017 (11)
- set 2017 (11)
- ago 2017 (7)
- lug 2017 (10)
- giu 2017 (8)
- mag 2017 (11)
- apr 2017 (12)
- mar 2017 (13)
- feb 2017 (12)
- gen 2017 (16)
- dic 2016 (7)
- nov 2016 (11)
- ott 2016 (2)
Cerca nel blog
sabato 30 novembre 2019
domenica 24 novembre 2019
Alois Riegl: Arte tardoromana, 3 (I).
giovedì 21 novembre 2019
{bacheca} Scuola, 1.
Per
piantare i semi di antidoti e cercare di contrastare alla radice la
deriva presente apparentemente inarrestabile con le sue naturali,
inesorabili volgarità, barbarie, ignoranza non esistono strumenti
civili più efficaci della Scuola,
di ogni ordine e grado.
Per
questo motivo questo blog si sente impegnato a tentare di dare
qualche contributo propositivo e, se capiterà, formativo per
riflettere su questo problema essenziale per lo sviluppo e la civiltà
di ogni tipo di società. La scuola è irrinunciabile
strumento di democrazia.
L'arroganza
becera, l'hybris di potere hanno portato un esponente retrogrado,
intimamente triviale a commettere un grossolano ma irreparabile
errore che lo ha estromesso dal potere che stava manipolando con uno
spostamento verso l'estrema destra, per usare un eufemismo invece che
verso una “demokratura” fascistoide. Il pericolo resta,
purtroppo, praticamente intatto, stante la qualità meschina della
“classe” dirigente e dell' “intellighentia”.
Chi
afferma, più o meno subdolamente, che studiare oltre l'obbligo è
inutile soprattutto per una vita di successo economico mente
spudoratamente. Costoro diffondono una notizia falsa e tendenziosa
(fatto che credo costituisca anche reato penale). Questi profittatori
lo fanno per tre motivi: ipocrita il primo, consiste nel ridurre la
concorrenza a sé stessi e/o ai propri figli che hanno studiato. Il
secondo caso si ravvisa soprattutto in politica e consiste nel
vantaggio di avere a che fare con ignoranti cioè sprovveduti, quindi
subornare gli incolti votanti e renderli utili idioti. La terza
fattispecie, essenziale per i “vice” e i collaboratori, si
manifesta nell'abbassare al proprio livello altri cialtroni, oppure
sollevarli apparentemente al proprio, in modo da farsi forti e
vincenti col numero sbraitante di “prima gli italiani”.
Sulla
base di considerazioni come le suddette e altre osservazioni
deprimenti, presenteremo perciò, in maniera non sistematica,
soprattutto documenti degni di qualche riflessione informativa e di
proponimento. Vorrei evitare, almeno per il momento, il più possibile di ricorrere alla
vasta letteratura sulla scuola prodotta da Carlo L. Ragghianti, soprattutto perché “tecnica” e su questo piano anche in parte
superata dagli accadimenti dei decenni trascorsi e, quindi,
interpretabile e “rilanciabile” da parte di specialisti –
sempre che ce ne siano di validi – i quali dovrebbero ripercorrere il
cospicuo lascito in materia dello studioso lucchese, “stranamente”
per ora rimasto intonso negli archivi e nelle biblioteche, quasi che
questo aspetto della sua attività sia considerato, inerte, inutile.
Ricordo, comunque, alcuni scritti di R. sulla scuola e l'Università
pubblicati in questo blog e nella IV serie di “SeleArte”, anche
essa integralmente ripubblicata nel blog con suoi indici
situati nella barra della “Homepage” del sito. Si tratta di
argomenti forse collaterali ma informativi e formativi, cioè del
post del 21 maggio 2017 (R. docente, 3. Dall'Università alla
scuola); del post del 13 settembre 2018 (Lo studio dell'arte; R. e la
scuola). In “SeleArte” si vedano i fascicoli n. 21 (6 dicembre
2017; Professionalità di R.); fascicolo n.24 (7 febbraio 2018;
Magisterio di R.); anche la Monografia di “SeleArte” (10 agosto
2017; L'anima dell'uomo sotto il socialismo, di Oscar Wilde) contiene
spunti paradossali di un certo interesse.
In
parziale contraddizione con quanto qui affermato all'inizio, si
inizia questa sezione del blog con la riproposta di due scritti di
Carlo L. Ragghianti comparsi su “Criterio”, la rivista che
promosse e diresse tra il 1957 e il 1958 per vivificare un fronte
laico che andava dal PRI di Ugo La Malfa, a frange colte del PSDI e
del PSI, ai Radicali di Rossi e Pannunzio, al Movimento di Comunità
di Adriano Olivetti, fino ai pochi liberali PLI non liberisti. Questi
due scritti, “Scuola privata senza oneri per lo Stato”
(n.5, maggio 1957) e “La grande malata” (n.10, ottobre 1957) sono
precedenti all'impegno pluriennale diretto e gravoso di Presidente
della Associazione Difesa e Sviluppo Scuola Pubblica Italiana
(ADESSPI), un fronte laico, che andava dalla minoranza liberale al
Partito Comunista Italiano, contrapponendosi con efficacia alla
componente clericale che sosteneva e viveva anche di scuola privata.
F.R.
(17 settembre 2019)
lunedì 18 novembre 2019
Il progresso dell'arte. C.L. Ragghianti e Decio Gioseffi.
Mi
sono appuntato, non ricordo quando però, la conclusione della
lettera del 18 febbraio 1968 scritta da Carlo L. Ragghianti ad Andrea
Mariotti, giovane architetto, collaboratore di “Critica d'Arte” e
studioso, avvicinatosi a R. spontaneamente, promettente però
afflitto da una malattia incurabile e inesorabile. In essa mio padre
dice: “p. 13: geometria, immatura ed elementare? Ne dubito forte;
p. 18: rozzezza? Direi, al contrario, una sensibilità e una
raffinatezza quasi tormentose, una maturità di possesso estrema. Ma
forse non ho bene inteso il limite che hai voluto porre, o è una
concessione al mito del “progresso dell'arte” (neretto
mio).
La
deduzione è evidente: nel pensiero di R. non si verifica “progresso”
dell'arte; pensarlo attiene alla mitografia.
Certamente in vari studi, libri e lezioni R. si sarà confrontato col problema. Anche se al momento non ho
presenti suoi estratti sulla questione,
penso che riproporre il serio, al contempo di affabile lettura,
nonché importante studio che Decio Gioseffi (1919-2007) pubblicò su
“Critica d'Arte” (n. 94, aprile 1968; pp. 11-24) sia un
contributo già esauriente circa l'argomento sia sulla scia della
metodologia che mio padre ha sviluppato, sia se non altro perché R.
l'ha accettato e pubblicato. A seguire il testo del caro amico
triestino, uomo compassato ma ironico, cordiale ma irremovibile,
gentile ma riservato e del quale quest'anno – vedo – cade il
centenario della nascita (che vorrei ricordare prossimamente), posto
(cioè pubblico; non mi sono ancora abituato a quel poco di
terminologia internettiana che conosco) anche il breve “commento”
Arte progresso storia (da
“Critica d'Arte”, IV s., n.11, 1968, p.7) firmato da Ragghianti.
Si tratta di un esempio circoscritto attinente l'argomento.
F.R.
(21 maggio 2019)
venerdì 15 novembre 2019
Iscriviti a:
Post (Atom)








