Precedenti:
Impressionismo: Ragghianti, Manet, Mallarmé - 22 luglio 2020
Impressionismo, 2/I - 15 marzo 2026
Impressionismo, 2/II - 26 aprile 2026
L'opera di questo illustre e prolifico artista del secolo XIX si è svolta nel breve arco di tempo di un trentennio. Ha avuto – oltre un impatto dominante ed esemplare nella sua contemporaneità – nel trentennio successivo una intatta presenza nella vistosa maturità di quasi tutti gli altri maestri confederati dalla storiografia nel termine “impressionismo”. Se non fosse storicamente abusivo, gli si potrebbe attribuire la definizione: “è stato il primo, ed è rimasto il punto di riferimento”.
Ritengo opportuno ricordare (sottolineando che ciò vale anche per la decina di contributi che seguiranno sull'opera degli altri artisti) tutte le modeste riserve ed osservazioni, indicate nella prima postazione, circa i testi, le illustrazioni e la confezione del libro con le sue concomitanti travagliate vicende tecniche, in seguito alle quali l'autore riconobbe propria soltanto la seconda edizione. Voglio anche ricordare che si tratta di marginalità che non inficiano il valore strutturale e metodologico dell'opera.
Dopo le tavole dell'edizione Chiantore, ricordo lo studio di C.L.R. Manet e Mallarmé (vedasi il post del 20 luglio 2020), quindi ristampo Manet, recensione di Licia Collobi (da “Critica d'Arte”, n.15, 1987, p.23). Sempre della studiosa triestina riproduco da “seleArte” (n.62, 1962) la recensione del libro di Pierre Courthion, nonché dagli Indici generali (1952-1966) della suddetta rivista la voce Manet.
In analogia delle altre nostre postazioni di “monografie” di artisti, riporto una breve sezione iconografica con un autoritratto e otto ritratti di Manet fatti da altri artisti; riproduco poi ventiquattro opere di Manet, scelte tra capolavori inevitabili e opere mediaticamente meno diffuse, nonostante la loro qualità espressiva.
Data l'esistenza di un saggio di Licia Collobi sui Disegni di Manet, prevedo di allestire un post su questo aspetto meno noto dell'opera del pittore. Così un post apposito è prevedibile per le Incisioni di Manet, abbastanza note ma degne di attenzione particolare. Non escludo, nonostante siano opere notissime, un post con i Fiori e le Nature Morte di Manet. Anche i suoi Ritratti andrebbero mostrati a sé stanti, per considerazioni culturali e politiche sull'epoca. Quanto agli scritti dell'artista, per il momento mi limito a citare il voluminoso libro E.M. La vita e le opere attraverso i suoi scritti, c. di Juliet Wilson-Bareau, De Agostini, Novara 1991.
F.R. (6 aprile 2026)




































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